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CAMBIO GENERAZIONALE IN AZIENDA

Quando arriva il cambio generazionale in una azienda è una scelta sempre un pò difficile. Soprattutto quando l’altra persona della famiglia non è mai stata presente in azienda e pertanto l’imprenditore deve affrontare il passaggio del testimone e deve trasmettere l’anima dell’Azienda e la sua Mission.

L’imprenditore, visto che sa che arriverà prima o poi questo giorno, dovrà pianificare con largo anticipo la gestione di questa scelta in modo che la persona che subentra possa apprendere il modus-operandi dell’azienda per poi poter iniziare a condividere assieme le visioni future del nuovo leader.

Queste scelte, se non ben programmate, può generare il declino dell’azienda. Vediamo alcune motivazioni:

–       Modifiche troppo veloci sui protocolli aziendali;

–       Assenza di conoscenza dei flussi di cassa e dell’analisi finanziaria;

–       Investimenti errati;

–       Non consapevolezza dell’identità dell’azienda;

–       Scarsa capacità nel farsi riconoscere come nuovo leader dal quadro dipendente;

–       Scarsa conoscenza della concorrenza.

Queste motivazioni (ce ne sono molte altre) se non ben valutate e gestite per tempo potranno mettere a rischio il futuro della Partita IVA.

Per evitare tutto questo la nuova figura dovrà essere l’ombra dell’imprenditore per i primi mesi, comprendere come l’imprenditore svolge le sue giornate e periodicamente fare delle piccole riunioni per confrontarsi su come il nuovo leader avrebbe fatto al suo posto.

Il cambio deve essere gestito nel modo più accurato possibile. Per ridurre al minimo la % di rischio di fallimento del passaggio generazionale è opportuno che l’imprenditore ponga in essere tutte le azioni necessarie per preservare il valore aziendale che dovrà essere trasmesso. 

L’imprenditore, per garantire la continuità, potrà avvalersi di figure professionali specializzate (Project Manager) che possano accompagnare nella corretta gestione della fase di transizione.

Il Project Manager incaricato metterà in atto tutte le attività ritenute più opportune per unire gli aspetti positivi delle diverse generazioni affinché il passaggio generazionale si tramuti da un eventuale problematica ad una grande opportunità di miglioramento.

Il Project Manager potrà gestire gli aspetti che riguardano:

  • Diritto societario;
  • Diritto successorio;
  • Pianificazione del passaggio successorio. 

  Il passaggio generazionale può formalizzarsi mediante strumenti messi a disposizione dal legislatore come:

  • Donazione di azienda;
  • Conferimento;
  • Donazione di partecipazioni;
  • Patto di famiglia;
  • Trust.

Occorre dividere i compiti tra la vecchia guardia e la nuova in modo tale che la nuova figura possa non trovarsi a gestire troppe cose e per mancata esperienza non sappia dare le giuste priorità ai compiti.

Stessa attenzione, bada bene, deve essere svolta con tutti i dipendenti. La fiducia dei dipendenti è importante come la gestione della parte amministrativa e allora si consiglia di organizzare un kick-off dove si passerà del tempo insieme e nello stesso contesto spiegare i nuovi vertici aziendali e gli obiettivi che l’azienda si è prefissata.

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Vincenzo Di Dia

Dove sono i clienti?

Come faccio ad avere l’ingresso di nuovi clienti all’interno della mia azienda?

Aumentare i clienti per aumentare il fatturato. Nulla di strano! È una richiesta facile da pensare ma, la domanda che riverso a loro è sempre la stessa: perché i clienti dovrebbero scegliere te piuttosto che un altro?

Nel 90% dei casi non trovo risposta a questa domanda. 

L’imprenditore non sa quali sono i punti forti e i punti deboli della propria azienda. Non ha fatto un Customer Satisfaction per capire i criteri di soddisfazioni dei propri clienti. 

Mi occupo di Comunicazione e Marketing da più di 15 anni e so perfettamente quali sono le strategie vincenti per le aziende. Basta metterle in pratica senza cullarsi di non avere tempo.

Tutte le aziende hanno bisogno di clienti nuovi ma prima di pensare a far entrare nuove risorse perché non azionare una manovra di fidelizzazione per quelli che ci hanno scelto negli anni passati?

L’errore numero uno di ogni azienda non organizzata è quello di non comunicare con i clienti che li hanno scelti. 

Venduto il prodotto o il servizio, ciao e arrivederci.

Non sappiamo più nulla di quella persona. Se è soddisfatto, se si è sentito coccolato, se farà una recensione positiva o negativa, se parlerà ad un amico della nostra azienda.

All’università ho imparato che la regola numero del marketing è: 

–       se il cliente ha già comprato una volta è molto facile che compri una seconda volta

Ed è la verità. Il cliente torna facilmente se ci ha scelto una prima volta. Ma se lo lasciamo andare senza sapere nulla della sua soddisfazione è molto probabile che lo perdiamo e non ne lo vedremo più rientrare. Senza saperne il motivo. 

Se invece ne conoscessimo il grado di soddisfazione faremo di tutto per rimediare un cliente insoddisfatto. 

La vendità è emozione. La fiducia è alla base di ogni vendita. Ed è essenziale che ci sia fiducia con i propri clienti. Un cliente che si fida tornerà sicuramente a sceglierci per i prossimi acquisti e sarà anche il nostro uomo marketing locale a costo zero.

Allora la prima azione di marketing che faccio dai miei clienti è, non di pianificare una strategia di marketing per attirare nuovi clienti bensì, faccio riprendere gli elenchi di clienti “dormienti” degli ultimi 5 anni. 

(Dormienti= clienti che hanno comprato e non sono più tornati)

Da li inizia il lavoro per aumentare il fatturato. E vi assicuro che a fine hanno vi ritroverete con + 10% di fatturato solo da questa azione. Facile e senza nessun costo. 

Elenchi di clienti dormienti + strategia di marketing per attirare nuovi clienti e a fine anno il nostro fatturato sarà aumentato. 

Queste azioni devono essere la regola di ogni azienda e se fatte con costanza sarà il modo per registrare una % di fatturato in positivo. Nei casi più gravi si può evitare la perdita.

Se sei curioso di scoprire come realizzare tutto ciò in modo rapido e duraturo ed ottenere risultati straordinari non perdere tempo e contattami e ti aiuterò a pianificare questa strategia fantastica.

Per vendere non ci vogliono idee innovative ma idee concrete a prescindere da quale sia il tuo mercato o ambito lavorativo

Più che mai adesso, dopo il lockdown, un metodo propositivo con i tuoi clienti farà in modo di far riacquisire la fiducia. Basta contattarli e raccontare quello che hai fatto e quello che stai facendo per far sentire i clienti al sicuro. 

Ciao e buona ripartenza

Vincenzo Di Dia

La realtà é: non posso o non voglio?

La realtà è: non posso o non voglio?

Diciamoci la verità. A volte ci nascondiamo dietro la parola “NON POSSO” quando invece sarebbe giusto dire “NON VOGLIO”

Comunicare il NON POSSO facciamo intendere che in questo momento non possiamo ma, più tardi, domani, in futuro è possibile che sia un si. 

Meglio essere sinceri. Se non ci va di fare qualcosa meglio dire NON VOGLIO. 

“in questo momento NON VOGLIO prendere una decisione” è differente che dire: NON POSSO.

“NON VOGLIO perché ho altri obiettivi e se mi distraggo non arriverei a fare quello che mi sono prefissato”. Questo potrebbe essere un esempio.

Sicuramente si possono fare tanti altri esempi sia nella vita professionale sia nella vita privata.

Nella vita sentimentale attribuiamo le parole NON POSSOquando invece sarebbe giusto dire NON VOGLIO. 

“Non posso lasciare il mio partner adesso” oppure “devo perdere peso e per farlo dovrei andare in palestra ma NON POSSO, non ho il tempo”.

Rimandiamo di comunicare una cosa importante nascondendoci dietro al NON POSSO. 

Siamo sicuri che non possiamo?

Non sentirci pronti ad un cambiamento ci può stare ma, se questo cambiamento non arriva mai dobbiamo ricordarci che il tempo che è passato non torna indietro.

Se rendiamo la vita di indecisioni saremo circondati da un’infinità di insicurezze.

Una questione emotiva che non ci permette, nei casi gravi, più divivere. 

Quante volte ci siamo trovati a ricevere un invito da un amico per bere qualcosa e la risposta è sempre la stessa: “non posso”. Possiamo essere invitati in qualsiasi giorno della settimana in qualsiasi ora del giorno e la risposta è sempre la stessa. Siamo consapevoli che abbiamo bisogno di cambiare qualcosa nella vita ma la risposta è sempre “non è possibile” – “non posso” 

Ma perché nasconderci dalle responsabilità? Dietro a queste due parole c’è un allontanamento alla responsabilità, ma è solo una questione temporale. Prima o poi dobbiamo iniziare a reagire altrimenti vivremmo una vita che non avremmo voluto vivere. Solo per non aver cambiato due parole nel nostro modo di comunicare rischiamo di vivere una vita di limiti. 

Dobbiamo decidere adesso di usare le parole “non voglio” 

“NON VOGLIO più stare con il mio/a marito/moglie. Stiamo da tanto tempo insieme e so di fargli del male ma è arrivato il momento di dire: NON VOGLIO”.

Dobbiamo iniziare a controllare la situazione, iniziare ad essere responsabili delle nostre azioni. Se non siamo i responsabili delle nostre azioni lo faranno gli eventi esterni. Siamo sicuri che vogliamo che siano i nostri eventi esterni a decidere le nostre responsabilità? 

Sembra tutto così strano ma bastano due parole per farci perdere l’autostima, la coerenza, il nostro io. Rischiamo di perdere ciò che siamo solo perché non riusciamo ad affrontare le situazioni, senza pensare che oltre a far del male a noi rechiamo malessere alle persone che ci circondano.

Immagina che il tuo partner ascoltasse involontariamente una telefonata con un confidente e sentisse di non essere più a amato però non fai questa scelta perché: NON POSSO fargli questo!

Passeremmo sicuramente per persone che non sapranno affrontare la vita e ci sentiremmo ancora più frustrati.

Ancora una volta dico: è arrivato il momento di cambiare rotta. Assumiamoci la responsabilità emotiva di cambiare questo status, ammettiamo l’esistenza della scelta. Ammettiamo l’esistenza della nostra determinazione. Aumentiamo il coraggio e la voglia di cambiare qualcosa in noi. 

Allenare questo atteggiamento ci fa aumentare l’autostima e più riusciamo a dire NON VOGLIO più siamo consapevoli delle decisioni che prendiamo. 

Lo so, per adesso stai dicendo che la faccio facile. Sono d’accordo che non è semplice e che ci sono questioni valide nel dire NON POSSO ma qualsiasi cosa essa sia quale migliore questione più valida della propria vita? Ne vale la pena sviluppare, ove è possibile, un atteggiamento di decisione.

Un’ emozione, allenandola, può essere usata adeguatamente.

Prova a cambiare il punto di vista. Il primo allenamento da fare è: quando dite NON POSSO cercate di sostituirlo con il NON VOGLIO e siate sinceri nel darvi una risposta. Se non ci riuscire provate a scrivere ogni volta che dite NON POSSO su un foglio di carta e poi sostituitelo con il NON VOGLIO. Adesso chiedetevi: è la verità? 

Fatemi sapere…

Vincenzo Di Dia

La Paura? Ci paralizza!

Sapete che non c’è nessuna differenza tra “paura reale” e “paura non reale” ?

Il nostro cervello non fa nessuna distinzione tra le due paure.

La paura reale infatti ci mette in guardia da un pericolo immediato per reagire all’istinto di sopravvivenza a differenza invece della paura non reale che è solo una nostra immaginazione di quello che potrebbe accadere

Il nostro cervello non distingue tra ciò che viene vividamente immaginato e ciò che viene realmente vissuto.

Quante volte ci è capitato di svegliarci da un brutto sogno? Un vissuto come se fosse vero. Addirittura, se ci ricordiamo del sogno appena svegli, possiamo vivere un’intera giornata turbati da quello che abbiamo provato la notte precedente.

Questo accade perché la creazione della nostra immaginazione e quelle create dall’esperienza sono uguali, e per questo sognare ci sembra un’esperienza quasi reale.

Alimentare questo pensiero può diventare un grosso problema.

Vivere la paura astratta, come quella del sogno, come se fosse reale non fa altro che rafforzare le nostre paure. Lo stesso avviene nella nostra mente anche non sognando, anche ad occhi aperti. Il nostro cervello è così potente che può trasformare una paura non reale a qualcosa di concreto.

Come me, vi sarà capitato, di vedere un video sui social piuttosto che un film in TV di un individuo che maneggiando un coltello alla fine si fa un enorme ferita. Se adesso vi chiedessi cosa avete provato? non avete avuto un atteggiamento come se foste stati voi a tagliarvi? Non avete avuto anche sudorazione? Ecco questo è un altro esempio di una paura non reale. Non siete voi che siete in pericolo ma lo vivete come se fosse il vostro.

Questo atteggiamento se non ben controllato può essere limitante su tantissimi fattori. Oltre al fatto che genera ansie e stress.

La paura di cambiare, paura di prendere un aereo per un viaggio, paura di non andare in barca, paura di percorrere una strada. E così via. La paura non reale ci tende una trappola. Non ci fa vivere quello che vogliamo.

Al contrario invece vi sarà capitato di superare una paura per poi dire: guarda cosa mi sarei perso se non avessi superato la paura!

È strano il nostro cervello eh?

Ma se lo sappiamo usare bene ci fa scoprire orizzonti non immaginabili.

La paura non reale ci fa vivere in balia delle proprie emozioni negative e più vogliamo toglierci questi pensieri dalla nostra mente più invece li rafforziamo. Entriamo in un circolo vizioso che a volte ci paralizza senza più farci vivere.

Adesso più che mai dobbiamo molta attenzione. Dopo queste restrizioni che abbiamo vissuto. Con la paura del contagio potremmo vivere in modo non sano. Adesso non sto dicendo che dobbiamo fregarcene ma nemmeno dobbiamo esagerare al controllo di quello che tocchiamo e tanto meno da una stretta di mano.

Cosa possiamo fare per evitare questo atteggiamento limitante?

Siamo fiduciosi di noi stessi, più fiducia negli altri, vediamo altri punti di vista, alleniamo la nostra mente a vederla da un’altra prospettiva.

Non voglio dire che dobbiamo essere una massa di incoscienti ma, dobbiamo darci la possibilità di controllare la paura quella buona. Più ostacoli superiamo adesso meno margini di errori abbiamo in futuro. Vivere con rimorsi e rimpianti non è il massimo della vita. Le paure non ci fanno trovare le soluzioni. Le paure sono limitanti. NO PANIC

La Paura più pericolosa è quella che viviamo dentro di noi

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Vincenzo Di Dia

Come stai vivendo la Quarantena?

Come stai vivendo la tua quarantena? 
Problema vs Opportunità 
Comprendo benissimo che quando tutto cambia non per volontà nostra ci sentiamo disorientati ma, adesso che è un mese che siamo obbligati a stare a casa sei convinto che sia un problema?

E se tutto ciò fosse un’opportunità?!
un modo per fermarci obbligati a pensare e a capire se è la strada giusta che stiamo percorrendo?

Ricordo, non ho dimenticato quando dicevate 
NON HO TEMPO!
e adesso? che il tempo lo avete come lo state impiegando?

Rifletti, se ci pensi bene questa è una vera opportunità per capire se la strada che abbiamo percorso fino a 30 giorni indietro è esattamente quella che vogliamo riprendere quando tutto sarà finito.

Scrivetemi in privato se lo volete. risponderò a tutti come ho sempre fatto. soprattutto adesso che ho tempo in più.

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#vincenzodidia #rendilatuavitasemplice #opportunità #quarantena#masweetquarantine #coronavirus #covid19

Pronti per la normalità?

Siamo pronti per la “normalità?” I siciliani hanno buone notizie. 
Il Presidente della Regione Sicilia ha deciso infatti di allentare le restrizioni e far ripartire il popolo siciliano muovendo i primi passi per la ripresa. Alcuni sono d’accordo alcuni meno ma questa scelta farà in modo di mettere in campo quello che abbiamo programmato in questa lunga quarantena.  
Perché, abbiamo programmato è vero?! 😃💪
Ma sono sicuro anche che abbiamo vissuto momenti di Noia, di Depressione, Sofferenza e Paura, 
Tutte emozioni che abbiamo provato e che riproveremo in futuro. Tutto ciò è normale ma abbiamo avuto il tempo necessario per lavorare sull’emozione negativa. 
Qualcuno si chiederà: Come si può uscire da un’emozione negativa in questo momento cosi drammatico? 
C’è chi ha una predisposizione naturale a trovare pensieri positivi chi invece, deve concentrarsi e lavorare su di se e su come poter far tornare la positività.  
Se ti viene naturale mi voglio complimentare con te, per chi invece non ci riesce può contare sul mio aiuto. A quest’ultimi voglio dire che, 
tutti abbiamo dovuto fermare la macchina lavorativa, 
tutti abbiamo delle scadenze, tutti abbiamo degli impiegati 
e tutti viviamo in Italia, che ci ha promesso aiuti immediati ma che invece non sono arrivati se non quello delle 600€.  
Ma è arrivato il momento di rialzarsi. 
È ora di trovare le soluzioni, trovare la giusta strategia per il piano B anche il piano C e forse anche il piano D.
Credo che non tornerà tutto alla normalità, almeno non subito, non perché io sia una persona negativa ma solo perché sono realista e sono pronto a iniziare tutto da capo. 
Se invece dovessi sbagliarmi questo tempo l’ho impiegato ad immaginare nuovi modi di vedere la mia vita professionale.  
Alcuni clienti mi hanno inviato mail di disdetta ma sono rimasto meravigliato dalle tantissime mails di informazioni su come gestire dipendenti, incassi e contratti con clienti che non sono stati firmati. 
Stiamo lavorando assieme per affrontare giorno dopo giorno ogni singolo ostacolo. Non è il momento di fermarsi. È il momento giusto per scrivere quello che è importante e quello che invece è superfluo.  
Contate su di me anche per un semplice scambio di idee. 

Vincenzo Di Dia
www.vincenzodidia.it
info@vincenzodidia.it 

#vincenzodidia #mrsocialmarketing #power #sicilia #action#rendilatuavitasemplice

Come e perché usare la PNL

Vincenzo Maria Di Dia

Individual Coaching

vincenzodidia.it

Oggi Vi parlo della Programmazione Neuro Linguistica, semplicemente PNL.

Quando si parla di PNL si fa riferimento ad una scienza studiata agli inizi degli anni 70 dallo Psicologo e Life Coach Richard Bandler e il Linguista e Life Coach John Grinder.

Questo modello di comunicazione è in grado di rendere efficaci gli scambi interpersonali tra più individui totalmente differenti.

La PNL ci insegna che adottando modelli specifici di comunicazione e di comportamenti è possibile raggiungere risultati concreti e positivi in vari contesti. Sia nella vita privata sia nella vita professionale.

La PNL, per chi la sa usare bene, porta un vantaggio ai fini comunicativi. Ad esempio negli USA la PNL viene usata spesso dai medici in comunicazione con i loro pazienti. In questo caso la finalità della programmazione neuro linguistica è efficace e utile, in altri casi viene usata per manipolare l’utente per un torna conto. Per questo motivo consiglio a tutti di conoscere questo metodo di comunicazione fantastico e di usarlo per fini nobili.

I principi su cui si basa la PNL è la modalità in base alle quali il linguaggio verbale, para-verbale e non verbale possono influire sugli stati d’animo, condizionando i nostri comportamenti e le conseguenti relazioni tra le persone.

Attraverso questo metodo è possibile potenziare le abilità cognitive e migliorare la capacità comunicativa per ottenere risultati positivi nella vita di tutti i giorni.

Se non abbiamo un equilibrio di benessere psico-fisico come pretendiamo che i nostri interlocutori possano vederci positivi e come dei leader?

La prima disciplina da usare è il modellamento. Ovvero curiosando la vita delle persone di successo, replicando i loro comportamenti, attuando i loro atteggiamenti potremmo ottenere risultati simili.

Spero abbiate sentito dire e spero ne abbiate la piena consapevolezza che la gratitudine sia un buon modo per comunicarci. Ringraziare e non dare per scontato tutto quello che abbiamo, ringraziare le persone che ci circondano, ringraziare di poterci alzare la mattina e poter camminare è un buon modo per affrontare la vita con un altro punto di vista.

Le persone di successo sanno bene che devono essere grati per tutto quello che hanno e per come lo hanno raggiunto. Non sono mai così scontati.

Tornando alla PNL, questa tecnica ci permette di acquisire una certa sicurezza di noi potendo affrontare qualsiasi situazione. Il Public Speaking é uno dei problemi maggiori delle persone. Infatti parlare in pubblico senza mostrare timore e/o insicurezza non é una cosa semplice. Con la programmazione neuro linguistica saremo in grado di avere in pugno la situazione.

Un’altra tecnica della PNL é quella della percezione.

Le immagini, i suoni, le sensazioni olfattive e uditive possono essere degli ancoraggi positivi e/o negativi che rimangono dentro di noi per tutta la vita.  Con la tecnica dell’ancoraggio si può ridestare le sensazioni e le percezioni collegate ad un esperienza vissuta nel passato.

Quante volte vi sarà capitato di sentire un odore e di rivivere quel momento?

Quante volte avete ascoltato una canzone e vi torna in mente in modo estremamente nitida quello che stavate facendo anni fa?

Esistono tre porte della percezione

. Visiva

. Audiovisiva

. Cinestetica

Sono convinto che vi viene in mente di alcuni atleti che ascoltano le colonne sonore di Rocky per allenarsi. Quelle canzone riportano al duro allenamento e al successo di Rocky e pertanto allenandosi con quelle canzone possono aumentare l’adrenalina e migliorarne l’allenamento.

Il discorso è molto complesso e non entro nel merito di queste percezioni altrimenti potrei annoiarvi ma vi consiglio di approfondire l’argomento.

La PNL é atteggiamento, é metodologia, é tecnologia.

Atteggiamento:

senso ci curiosità, avventura e desiderio di imparare abilità e comprendere la comunicazione positiva per migliorarne la vita di tutti i giorni

Metodologia:

Imparare un metodo, un comportamento e di avere la consapevolezza che il metodo è sapere cosa è utile ed efficace

Tecnologia:

Organizzare le informazioni e le percezioni in modo tale fa raggiungere risultati impossibili ritenuti in passato.

La convinzione è che la strategia efficace del pensiero può essere utilizzata da chiunque lo desideri.

Ad oggi la PNL viene usata su tutti i settori. Pubblicità, marketing, aziende, studi, sanità, sport e in tantissime altre realtà potrebbe portare il suo beneficio.

La programmazione neuro linguistica viene usata in vari ambiti dello studio della comunicazione umana, e si propone come strumento per influenzare fattori. Vendita, negoziazione, leadership.

A parer mio la PNL dovrebbe essere inserita come materia didattica educando i bambini a saper parlare sia a casa che in pubblico.

“Quando sai come fare qualcosa, diventa facile cambiarlo.
Siamo esseri programmabili. Siamo le sole macchine che possono programmare sé stesse. Siamo meta-programmabili. Possiamo porre in essere programmi automatici deliberatamente designati. Se facciamo qualcosa automaticamente che non dovremmo fare, possiamo programmarci a cambiare. Questo non significa essere dei robot, significa diventare uno spirito libero. Essere liberi significa usare la propria mente conscia per dirigere la nostra attività inconscia.”

Richard Bandler

La PNL è il “libretto d’istruzioni” del nostro cervello, del funzionamento dei processi del comportamento e della comunicazione. Conoscerla dà il vantaggio di poter “programmare” o “riprogrammare” il proprio comportamento per poter ottenere i risultati desiderati ed essere efficaci nella comunicazione

Ci sono molti libri che parlano di PNL pertanto non vi consiglio un libro ma comprate quello che ritenete opportuno in base alle vostre esigenze

Per saperne di più inviami una mail

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I clienti “Rompicoglioni”non ti fanno crescere

Vincenzo Maria Di Dia

Individual Coaching

Info@vincenzodidia.it

Non rincorrere i clienti “rompicoglioni”. Ti stressano e non faranno mai aumentare il tuo business.

Se vuoi crescere devi circondarti di colleghi bravi se non i migliori, di amici positivi e non lagnosi e di clienti proattivi e non rompicoglioni.

Scusate il mio esprimermi colorito ma quando ci vuole ci vuole.

Diamoci un tempo per educare i nostri clienti ma se non siamo riusciti alla data di scadenza, risolvi subito il contratto e ADDIO!!!

Prima di scrivere la mia esperienza e condividerlo con voi dovete sapere che parlo sempre per esperienze personali e non per sentito dire. Io Vi consiglierò di stare attenti ad alcun passaggi prima di prendere delle decisioni drastiche, a differenza mia che quando decido non do tempo, passo subito all’azione.

Non copiate questo mio metodo che a volte è molto doloroso, anche economicamente.

Un cliente che ti crea stress, che desidera essere chiamato in qualsiasi ora del giorno e anche della notte e/o che ti chiama a qualsiasi ora del giorno e della notte iniziando la comunicazione non con un bel saluto ma con: “cosa fai?” “Dove sei?” e rende la vita impossibile, di cui non piace nulla delle tue idee ma che solo le sue sono le migliori, che ha sempre un lavoro da fare con urgenza.

Bene! non c’è tempo da perdere!!! Sono tutti segnali chiari.

Non lavorare con lui. MOLLALO!!!

Ovviamente a tutti fa comodo un’entrata economica e a volte, si evita di chiudere un rapporto con i clienti perché questo bonifico (sempre se pagano puntuali e sempre se pagano) fa comodo.

Ma siamo proprio sicuri che questo ingresso di denaro possa sostituire la serenità professionale?

Siamo proprio sicuri che eliminando questo cliente non si hanno migliori opportunità? trovare altri clienti dove si possa lavorare senza un clima di terrore?

La risposta è SI

Io spero che ne abbiate solo uno di – Rompi… – clienti cattivi perché, se ne avete più di uno allora significa che state sbagliando qualcosa. State sbagliando qualcosa nella comunicazione. Vi siete messi al posto dello zerbino pur di prendere un lavoro.

E’ giusto che voi lo sappiate. I cattivi clienti non fanno crescere la nostra azienda, perché pensano solo alla loro crescita. (Molto probabilmente non crescono nemmeno loro).

Lo so, lo so, è difficile trovare clienti immaginiamoci mollare un cliente dopo la fatica per trovarlo. Ma è solo la PAURA a farci pensare questo.

A volte la paura non ci fa scegliere e questi ancoraggi rimangono nella nostra vita professionale per molto tempo. Sappiamo benissimo che è ora di cambiare pagina ma l’impatto finanziario ad una scelta del genere ci fa tentennare.

Rassicuratevi, ci sono dei metodi per evitare questo disagio.

– La prima è concentrarsi a trovare altri clienti più piccoli in modo tale di avere più tempo.

– Oppure “La nostra azienda non fa più di alcuni tipi di servizi e/o non vende più quel tipo di prodotto”

– Altra strategia? basta aumenta i prezzi (ovviamente solo per lui)

– Facciamolo sentire non importante “Non perdiamo tempo con il Business, abbiamo preso un cliente TOP” (facciamo intendere che lui non lo è) e pertanto l’attenzione va verso chi ci da fiducia.

-Saper dire di NO!

Ad ogni richiesta del cliente rispondiamo con un secco NO e che non possiamo più essere disponibile come lo siamo sempre stati.

Con questi metodi non siamo noi a dire no al cliente ma è lui a sostituirci. se siamo ancora noi la scelta come partner allora aumentiamo i prezzi. Almeno guadagniamo più soldi lavorando meno.

Provatelo con quello che amate meno e qualunque sia la riuscita ci avrete guadagnato. In un modo o nell’altro. Almeno in salute

Ricorda! Se vuoi fare business devi togliere tutte le zavorre.

Il Business è troppo veloce e soprattutto non attende.

Chiedi come mollare un cliente senza recare danni

Ciao e buon lavoro a tutti

Vincenzo Maria Di Dia

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La cattiveria? Esiste e vive intorno a noi

Vincenzo Maria Di Dia

Individual Coaching

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Le persone cattive esistono e le incontriamo ogni giorno. Possiamo avere la fortuna di non averle in famiglia o a lavoro ma capita tutti i giorni di trovarci di fronte a uomini/donne cattivi o nocive.

Abbiamo parlato in passato di come gestire le proprie emozioni e sicuramente questo ci può aiutare ma non elimina la cattiveria dell’uomo e in qualche modo dobbiamo conviverci.

Le persone cattive, con le quali stringiamo un rapporto, nella maggior parte dei casi si presentano persone molto disponibili e amichevoli ma nello stesso tempo sono persone che giudicano gli altri su tutto quello che fanno e come lo fanno. Vedono cose che gli altri non vedono. Vedono inesistenti amori sbocciare, inciuci inesistenti sotto banco, fanno in modo di sottolineare alcuni comportamenti e non finiranno fin quando non sentiranno che avevano ragione. E se tutto questo avviene mentre si rivolgono a noi possiamo escludere che non siamo noi il bersaglio non appena voltiamo le spalle???

La cattiveria la possiamo ricevere direttamente e/o indirettamente pertanto non per forza la si ricevi dietro le spalle la si può ricevere benissimo ogni giorno ascoltando frasi come:

secondo me tu…

Dovresti essere perfetto/a

Devi essere fermo/a nel non cambiare idea

Devi anche tu trovare qualche motivo di cui parlare.

Diffidiamo da queste persone e non sottovalutiamole. Anche se siamo bravi a gestire le emozioni.

Non parlano mai a più persone e se gli/le viene chiesto in una riunione come la pensano risponderanno che é tutto ok e nessun processo dovrebbe essere cambiato. Perché hanno paura del cambiamento ma, sono i primi a mettere in discussione le capacità professionali ed umane.

In poche parole sono con noi in ogni luogo, premurose, calme e pronte a gestire le emergenze ma alla prima occasione, dove possono mettere in atto tutta la loro bravura, iniziano a puntare il dito mettendo in discussione l’operato e dando colpe alla non possibile riuscita.

Potrebbe passare il messaggio che non ci si bisogna fidare di nessuno ma non é così. Dobbiamo fidarci delle persone e dobbiamo aprirci, dobbiamo solo essere più attenti, osservatori, dei veri e propri uditori.

Allontanarli prima che fanno parte della nostra vita altrimenti, giustificheremo il loro comportamento dicendo: ma é fatto/a così, ma in fondo é un/a bravo/a ragazzo/a.

E se proprio non si può, o perché é un collega e non si può licenziare o perché un familiare non si può togliere dal grado di parentela, cerchiamo di tirarne il meglio del rapporto. Cerchiamo di farle vedere una prospettiva differente. Proveremo a far capire che vivere senza pregiudizi e senza malvagità si vive meglio e più rilassati.

Loro sono bravi a nascondersi quando devono prendersi delle responsabilità.

Come possiamo riconoscerli?

Si possono riconoscere da alcuni comportamenti come ad esempio il fatto di essere sempre da soli e di cambiare spesso persone “amiche”. Dicono tutto il contrario di quello che fanno e fanno il contrario di quello che dicono. Parlano e poi dicono cosa potrebbe capitare se questa cosa che hanno detto si dovesse sapere. Sono persone improduttive e vivono male se non sono al centro dell’attenzione. Si sanno nascondere bene e molto spesso gli/le sentiremo dire che gli altri sono cattive e malvagie e pensano sempre che qualcosa a loro conto sia in agguato.

Cosa possiamo fare?

Dobbiamo essere più pazienti, essere più rilassati, più tolleranti, lasciar scivolare le brutte parole che ci sentiamo dire e quelle che ci vengono ha riferire, comprendere che chi semina male molte volte non ha una pace interiore e sopratutto non imporre mai il nostro punto di vista. Proviamo a far comprendere con la comunicazione in modo da lasciarli senza parole.

Con questo mio articolo spero solo che non passi per un catastrofista. Sono il primo che apre le porte a tutte le persone che vogliono conoscermi e questa mia skill poi é diventato il mio lavoro.

Dobbiamo vivere con i diversi e confrontarci con essi.

Se ci fate caso i nostri migliori amici sono diversi da noi. Il sole con la luna, la notte con il giorno. Interessi totalmente differenti ma nonostante ciò uniti sempre ad ogni situazione.

Esiste molta gente sincera e altruista dove sparge benessere e di quelle ci dobbiamo circondare.

Vi ricordo che leggere o rileggere il mio articolo su come gestire le emozioni vi può aiutare molto a convivere con la cattiveria.

Ciao a tutti vi aspetto al mio prossimo articolo

Vincenzo Maria Di Dia

Individual Coaching

info@vincenzodidia.it

Italia SI Italia NO

Vincenzo Maria Di Dia

Individual Coaching

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Vengo da una brevissima vacanza negli Emirati Arabi, per la seconda volta nell’arco di un anno dove sto avviando un’attività imprenditoriale.

Ho conosciuto molta gente che ha deciso di vivere negli Emirates ma ho scoperto che non tutti se la passano bene.

Sono tanti gli italiani che decidono di trasferirsi all’estero e i motivi di questa scelta sono davvero tanti. La maggior motivazione é che l’Italia non riesce a dare la giusta collocazione ai “cervelloni” Laureati con il massimo dei voti.

Ma, non sono solo i laureati a scappare, troviamo qualsiasi tipo di italiano. Dal cameriere al meccanico, dal piccolo imprenditore all’imprenditore affermato che tende a far crescere la sua azienda all’estero.

Tuttavia, si sta così male in Italia? O sono gli italiani che cercano qualcosa che l’Italia non da più? Ad esempio, un posto fisso ben pagato, con i bei contributi versati, con una 13esima, con una 14esima, 30 giorni di ferie all’anno e sabato e domeniche liberi.

Attenzione, la mia non é una critica rivolta a quelli che decidono di andare via ma una riflessione sulla motivazione che li porta a questa decisione.

É vero! Se cerchi il posto fisso devi andare via, se vuoi diventare un astronauta devi andar via lo stesso. In poche parole ci sono dei lavori che per forze di cose devi andar via dall’Italia ma, ci sono altri che vanno via perché non trovano una sistemazione (lamentandosi di un governo che va a rotoli) e poi li troviamo a lavorare 12 ore al giorno altrove ed essere contenti. Solo perché nel badge cé scritto “manager” Hanno fatto carriera. Almeno così c’è scritto.

In Italia parlano di diritti del lavoratore una volta all’estero, dimenticano dei diritti del lavoratore? Visto che ho tirato in ballo gli Emirati Arabi il lavoratore dipendente può essere licenziato senza preavviso e l’unico diritto che ha é ricevere due mensilità e il visto per un solo mese. Dopo? Se non trova lavoro dopo un mese, via, fuori dalle balle.

Ma l’erba del vicino é davvero così verde?!

Fare esperienza all’estero serve per crescere, crescita personale e crescita professionale, senza fare paragoni Italia vs altri paesi. Non serve!

Per chi non lo sapesse (perché la stampa gli viene più comodo dire che l’italiano scappa piuttosto che dire che le aziende estere stanno investendo in Italia)l’italia sta crescendo e lo vediamo con le multinazionali che decidono di investire in questo splendido posto.

Che tu sia un cameriere o un imprenditore l’importante nella vita é non arrendersi. Trova l’equilibrio giusto ovunque tu voglia vivere ma, non paragonare la tua terra nativa con quella che hai scelto professionalmente, perché se lo fai allora sarebbe opportuno che tu provassi a cambiarla piuttosto che abbandonarla.

Ci sono generazioni divise con chi ha scelto di restare, chi ha scelto di andare e chi ha scelto di tornare. Consapevoli di combattere con un paese quasi assente.

“Chi si disinteressa della cosa pubblica, è destinato ad essere governato da malvagi” PLATONE

Recentemente ho rilasciato un’intervista per un quotidiano e proprio in questa intervista dico:

«I giovani che hanno scelto di rimanere in Italia devono farsi sentire. Se non siamo noi a spingere per far cambiare le cose, a creare condizioni migliori per l’occupazione e la vita dei ragazzi, chi lo deve fare?».

Se c’è qualcuno che non é d’accordo con me?

Dobbiamo combattere. Siamo responsabili nei confronti dei nostri “figli”. Dobbiamo almeno provare a cambiare il posto in cui viviamo.

Siamo il paese con il maggior numero di inventori. Dobbiamo solo cercare i finanziatori. Provare e riprovare a creare il nostro sentiero, dopo, potete dire:

io c’ho provato.

Non lamentatevi che i figli dei super ricconi fanno strada perché, al posto loro fareste lo stesso ed é un fenomeno che esiste da quando esiste l’essere umano.

É vero, é molto più facile avere i soldi del papi per creare ma ancora più bello é aver creato senza aiuti. Immagina la soddisfazione, magari ci starai più tempo ma il traguardo avrà una veduta da mozzafiato.

E poi, dove troviamo un posto bello come l’Italia? Ovviamente é un modo di dire perché il mondo é tutto bello ed é da scoprire ma la conoscenza serve per crescere e far crescere. Donare il sapere per non lasciare invano quello che abbiamo imparato nella nostra vita.

Che tu sia a favore o contro devi andar via solo per raggiungere i tuoi sogni.

Per tornare alla mia possibile attivitá all’estero: non sto pensando di trasferirmi ma bensì di far crescere la mia area imprenditoriale. Ah dimenticavo: non sono ricco, ma non mi lamento.

Voi, siete pro o contro Italia?

Vincenzo Maria Di Dia