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Un “motivato” sul divano

Vincenzo Maria Di Dia

Individual Coaching

info@vincenzodidia.it

Ti senti “Motivato”?

cosa ci fai seduto sul divano?!

Negli ultimi anni ci hanno insegnato che se non si é motivati non si va da nessuna parte. E allora tutti belli pompati a cercare questa benedetta motivazione che, ad oggi, la troviamo in quasi tutti gli essere umani che ci circondano. Il fatto é che questa motivazione alla fine non ci fa arrivare ai traguardi che ci siamo prefissati.

Come mai?

Facile, se non abbiamo una strategia, se non abbiamo chiare le azioni da compiere la sola motivazione ci serve solo per farci prendere il per il culo. E da motivati si passa a “convinti”

Ci é capitato di vedere qualcuno tanto motivato e definirlo:

“questo é proprio convinto”

che molto ironicamente pensiamo che non andrà da nessuna parte.

Ma se desideriamo cambiare la nostra vita é giusto avere la motivazione. É la prima marcia che ci induce all’azione. Ma, il tutto accompagnata da una forte decisione all’azione.

CHE COS’È LA MOTIVAZIONE

La motivazione è l’espressione dei motivi che inducono un individuo a compiere o tendere verso una determinata azione. Da un punto di vista psicologo può essere definita come l’insieme dei fattori dinamici aventi una data origine che spingono il comportamento di un individuo verso una data meta; secondo questa concezione, ogni atto che viene compiuto senza motivazioni rischia di fallire.

Continua a leggere cliccando il link:

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Motivazione_(psicologia)

Consiglio di prendere carta e penna. Scrivere nero su bianco tutto il percorso che vogliamo fare. Calcolando anche gli eventuali imprevisti che possiamo avere e studiare e definire possibili piani “B” in modo tale da non arrenderci, un altro consiglio? Aggiungi dei traguardi intermedi.

Esempio: Se l’obiettivo è attraversare l’Italia in macchina, da Marsala a Bolzano, sapremo che ad un certo punto avremo bisogno di fermarci per fare carburante. Bene, calcolare la prima fermata come un traguardo intermedio ci può servire per festeggiare questo primo step che ci serve per ripartire con il carburante a palla per il prossimo step.

Gli imprevisti dobbiamo prevederli. Vi state chiedendo ma se sono imprevisti come faccio a prevederli? In realtà non dovete prevedere il motivo dell’imprevisto ma inserire nel percosso che avete appena scritto vari ed eventuali in modo che potete trovare subito una soluzione alternativa e farvi guadagnare tempo piuttosto che perderlo.

Vi dico questo perché ogni anno seguo molti ragazzi motivati (seduti sul divano) che rimandano di domani in domani quello che potrebbero fare oggi.

Se si inizia a fare un’azione la motivazione diventa sempre maggiore e più l’azione pompa la motivazione più ti viene voglia di fare altra azione.

Scusate il gioco di parole ma, é pura verità. Se raggiungiamo i traguardi intermedi che abbiamo prescritto ci fa diventare sempre più gasati per passare allo step successivo.

La parola stessa lo dice; MOTIVO-AZIONE. Ma se non mettete l’azione vi rimane solo il MOTIVO. Motivo per cui si rischia di non arrivare al traguardo.

La motivazione é importante, sono il primo nel dire che si bisogna essere motivati per cambiare la nostra vita ma aggiungo pure che dovete fare subito azione, dovete subito pianificare e se fate così avrete sicuramente un traguardo da analizzare oppure, molto probabile, un traguardo da festeggiare.

Quando si inizia un business non possiamo farci manovrare solo dalla motivazione, dobbiamo programmare tutte le azioni. Ci sono troppe incognite che potrebbero far svanire la motivazione fino ad arrivare al punto di mettere da parte quell’idea di cui eravamo tanto motivati. E passati i giorni che ci fanno dimenticare del progetto mancato, saremo pronti e “motivati” a trovarne un

altro dove mettere le stesse forze ma senza una guida.

Se non avete ancora capito, si deve lavorare sodo. E seduti sul divano quel lavoro sodo diventa ancora più sodo.

Se guardiamo e studiamo gli uomini che ce l’hanno fatta scopriremo che oltre ad essere motivati sono anche degli ottimi strateghi con una forte gestione del tempo. Dei veri e propri artisti della pazienza.

Dai, diciamocela. Pure per giocare a Risiko ci serve una strategia. Altrimenti arriveremo al punto di auto eliminarci.

Allora siete pronti?

Siete motivati?

Carta e penna e scriviamo:

1. Motivazione

2. Programma

3. Azioni verso il primo step

4. Controllare e captare gli imprevisti

5. Scrivere un piano B

6. Reagire

7. Festeggiare i traguardi intermedi

8. Immaginare il traguardo finale (cosa farai dopo aver raggiunto il traguardo?) (con chi festeggerai?)

Se vuoi davvero una cosa, troverai la strada; se non la vuoi davvero, troverai una scusa” (Jim Rohn)

Aspetto le vostre domande

Vincenzo Maria Di Dia

http://www.vincenzodidia.it

E tu menti a te stesso?

Vincenzo Maria Di Dia

Individual Coaching

info@vincenzodidia.it

Prendo spunto da una puntata di Fabio Volo de “Il Volo del Mattino” per parlare di quanto mentiamo a noi stessi per evitare di fare le cose.

Che ci piaccia o no per qualche strano meccanismo della mente ogni tanto ci raccontiamo delle bugie e con il tempo ci convinciamo che queste siano la realtà.

Ma questi meccanismi fanno bene? La risposta è ovvia ed é NO.

E allora smetti adesso di mentire a te stesso ed elimina le false credenze che hai e che ti racconti ogni tanto se, non ogni giorno.

Questo fenomeno ce lo portiamo fin da bambini e più si cresce e più aumenta questa abitudine.

Infatti mentirsi non fa altro che spostare delle azioni che dovremmo compiere per poi posticiparle a tempo indeterminato rischiando di non compiere mai quella azione perché diventata troppo grande da risolvere.

Sia nella vita privata sia nel lavoro le statistiche parlano chiaro. Ce la raccontiamo e gli uomini sono gli essere peggiori. Le donne sono molto più brave e anche se feriscono o si feriscono tendono a dire sempre la verità.

Appurato che ce la raccontiamo e nessuno scampa a questo meccanismo l’unica cosa che ci rimane da fare è ridurre al minimo questo inconscio sistema.

Quando ce la raccontiamo?

Sopratutto quando non ci piace guardare in faccia la realtà e la nostra mente si costruisce delle idee che nel tempo si trasformano in convinzioni.

Come possiamo e/o diminuire tutto ciò?

Iniziamo a prendere di petto quello che ci viene davanti e sopratutto diamo il giusto peso con priorità a quello che dobbiamo fare. Se la nostra cruda realtà ci fa pensare a raccontarci una bella bugia piuttosto che affrontarla allora é il momento giusto per pesare la questione e quantificare con un numero, ad esempio da 1 a 10, quanto importante è la questione e affrontarla evitando di dirci bugie e posticipare l’azione.

Siamo molto bravi a raccontarcela che ci serve sia nella vita privata sia nel lavoro ma vediamo quali sono le bugie dette più frequentemente e che ci accomuna per ogni singolo essere umano.

Cambiamento.

Il cambiamento è uno degli argomenti che fa mentire di più le persone. La paura di spostarsi dalla zona di comfort e di buttarsi in qualcosa che non si conosce fa essere bugiardi con se stessi e con gli altri.

Questa paura é più presente negli individui insicuri e che credono di non potercela fare.

Fallimento.

Un’altra bugia molto simile e legata al cambiamento é la paura di fallire.

Come scritto in un mio articolo precedente ( “Fallire verso il Successo” ) i risultati negativi sono solo delle lezioni che ci permettono di fare meglio la prossima volta. I fallimenti fanno parte della nostra vita, non possiamo vincere in tutto e con tutti e questi risultati negativi li dobbiamo trasformare in forza positiva in modo da poter prendere come esempio riducendo la % di fallimento.

Se non rischiamo di fallire non raggiungiamo i nostri sogni.

Sognare.

Quante volte ci siamo sentiti dire che non é più l’età giusta per sognare? E noi ci abbiamo creduto così tanto che ci siamo convinti che fosse così. È arrivato il momento di cambiare questa convinzione e dobbiamo venire a conoscenza che non c’è un’età per sognare e possiamo farlo sempre in qualsiasi età e anche ad occhi aperti. I sogni possono diventare realtà se abbiamo un piano e se ci crediamo fino in fondo e lavoriamo ogni giorno per raggiungerlo.

Se non raggiungo questo traguardo non posso essere felice.

Un’altra bugia più bugia che non si può. La felicità non é legata a quello che abbiamo o a cosa non abbiamo, é pur vero che se non raggiungiamo un traguardo ci demoralizziamo, siamo a volte incazzati e facciamo fatica per apprezzare quello che di buono abbiamo ma, dobbiamo essere grati anche se le cose sono andate fuori dai nostri piani. Possiamo essere felici lo stesso se qualcosa non fa parte di noi. Se siamo grati e positivi ci circonderemo di persone altrettanto positive e questo significa che raggiungere gli obiettivi prefissati ci verrà più facile.

Ho bisogno di lui/lei oppure il contrario, non ho bisogno di nessuno.

Nella vita é importate circondarci di persone per rendere più viva la nostra esistenza ma al contrario possiamo fare a meno di alcune persone che ci rendono la vita impossibile. Sicuramente sono persone dalle quali possiamo scegliere se far parte o no del nostro quotidiano. Un familiare ad esempio possiamo modificarne la comunicazione ma non possiamo eliminarlo, bastano piccole accortezze per migliorarne il rapporto.

Pertanto per chi si racconta che non ha bisogni di nessuno deve sicuramente rivedere la sua posizione sforzandosi di avere qualcuno e chi invece crede di avere bisogno per forza di una persona può invece iniziare a vedere quella posizione in un altro modo.

Chiunque può cambiarci l’esistenza ma chiunque potrebbe peggiorarla, sta solo a noi evitare di raccontarci meno bugie.

Per ultimo ma in ordine d’importanza la cosa che ci raccontiamo di più é:

Non ho il tempo!!!

Buffa come scusa ma é molto comune sia per gli uomini sia per le donne.

È una scusa comoda e calza a pennello ad ogni situazione.

Ma a me potete dire la verità; ma siete proprio sicuri di non avere il tempo?

Grazie per l’attenzione che avete dedicato e mi raccomando, mentitevi meno.

Buone cose.

Quasi sempre ad ogni mio articolo vi consiglio un libro ed oggi è il seguente:

Disponibile su Amazon

Sono ansioso di leggere i vostri commenti 😀

Vincenzo Maria Di Dia

vincenzodidia.it

Fallire verso il successo

Vincenzo Maria Di Dia

Individual Coaching

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Se c’é una cosa che ho imparato bene nella mia vita questa cosa é “sbagliare”.

Non ho mai esitato a fare qualcosa che poi mi portasse a sbagliare.

Nonostante le persone che mi stavano accanto volessero dissuadermi nelle scelte che volevo fare io andavo sempre avanti per la mia strada.

Parlo di sbagli sani, sbagli che ti formano, sbagli che ti fanno crescere.

Ci educano con la paura di poter fallire. Ci educano con un atteggiamento negativo nei confronti dei fallimenti ma, i fallimenti sono parte importanti della nostra vita, i fallimenti sono quelli che ti danno una nuova carica per riprovare, più sbagliamo più falliamo più avremo il giusto allenamento per riprovare.

Ci fanno notare gli altri uomini che raggiungono risultati, obiettivi, traguardi ma non ci fermiamo ad osservare quanti sbagli e quanti fallimenti hanno avuto questo uomini prima di arrivare al successo.

Vi posso assicurare che i fallimenti che hanno avuto sono molto più spesso di quanto abbiano successo ma continuano a riprovare e imparano dai fallimenti.

Il consiglio che vi do é di provare e non di rimandare. Non dovete avere paura di agire, non dovete avere paura di essere giudicati o criticati. Provateci e basta. Non potete avere successo se non rischiate di fallire, non potete avere emozioni se non provate la sensazione di perdita. Se volete fare bene, provate a rischiare, non potete evitare di affrontare questi rischi. Ma c’é un segreto in tutto questo, il segreto è divertirsi non dico “felici” ma solo divertirsi. Ci saranno delle scelte infelici, farete delle cose infelici, ci sará spavento in alcune scelte, in alcune strade intraprese ma, é il duro lavoro per arrivare. Allora divertitevi nel fare e fatelo il prima possibile. Prima che si alzeranno muri invalicabili attorno a voi e aumenteranno le giustificazioni per non agire.

Si rimanda per paura di essere giudicati. Ma chi giudica é chi nella vita si é fermato, chi non ha avuto più la forza o chi non ci ha nemmeno provato perché la paura di fallire ha prevalso il coraggio.

Quando si rimanda cresce la paura, quando si agisce cresce il coraggio e l’autostima.

Fidatevi del vostro istinto, delle vostre idee, date il massimo, metteteci tutta la forza che vi serve, guardate l’ostacolo da altre angolazioni e troverete la soluzione per superare l’ostacolo ma con la consapevolezza di poter fallire e di riprovarci. Fallire e riprovare.

Il fallimento é una consapevolezza. La consapevolezza di riconoscere le aree su cui lavorare. Scegliere una strategia solo se sai quali sono i tuoi punti forti e i tuoi punti deboli.

Se ti conosci allora puoi fare di te un uomo di successo se lasci, invece, che siano gli altri a dirti chi sei, raggiungerai solo gli obiettivi degli altri e ti accorgerai, magari troppo tardi, che stanno festeggiando un traguardo che non é il tuo.

“ il mondo é nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni”

(Paulo Coelho)

Vincenzo Maria Di Dia

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I tuoi obiettivi sono svaniti?

Vincenzo Maria Di Dia

Individual Coaching

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Siete ancora concentrati a raggiungere gli obiettivi che vi siete prefissati a fine anno?

Sono convinto che la fine del 2017 avete ragionato con grande motivazione e avete scritto obiettivi appaganti e pieni di soddisfazione.

Ma quanti di voi a fine gennaio hanno la stessa carica di dicembre?

I giorni, i mesi passano e le promesse fatte svaniscono, e in batter d’occhio ci ritroviamo di nuovo a settembre e un senso di colpa ci attanaglia, ed eccoci di nuovo pronti a studiare gli obiettivi per l’anno a venire.

Fate di ogni giorno la fine dell’anno. Non aspettate l’anno per i nuovi propositi. Quella é solo una scusa per fermarci a riflettere. É come iniziare la dieta il lunedì mattina.

Allora! fermati un attimo!

Riprendi in mano la lista che hai scritto a dicembre e disegna tutti i passaggi per raggiungere quegli ambiti obiettivi. Fai in modo di vivere le emozioni come se avessi già raggiunto quell’obiettivo.

La prima cosa che insegno ai miei coachee é che non ci si bisogna mai accontentare. La gente si accontenta, la gente fa le cose che non vuole fare e vive la vita che non vuole vivere e alla fine non fanno altro che lamentarsi. Più si lamentano e più non amano la loro vita.

Tu vuoi essere lo stesso?

Non finirò mai di dirlo. Se non cambi tu la tua posizione nessuno lo fará per te.

Allora accendi la macchina della tua voglia e ingrana la marcia. É ora di camminare, é ora di cambiare strada, é ora di varcare la linea del primo obiettivo.

Come?

Facendo esattamente tutto il contrario di quello che stai facendo.

Investi sulla tua vita, investi sul tuo benessere.

“Tutti i più grandi cambiamenti sono stati preceduti dal caos”

– Deepak Chopra –

Vuoi saperne di più? Clicca sul link di seguito e…

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Vincenzo

Solo tu puoi!

Vincenzo Maria Di Dia

vincenzodidia.it

info@vincenzodidia.it

Scusate la mia assenza dall’ultimo articolo ma sono stati mesi davvero molto intensi, di duro lavoro e di programmazione per questo 2018 con molte date impegnate in percorsi individuali con i coachee.

Appunto per questo voglio parlarvi di un “problema” che é comune con tutti i coachee. Il problema è che pensano che il cambiamento non può avvenire smussando il loro atteggiamento. Invece vi devo dire che il cambiamento sarà in voi solo se siamo pronti a cambiare il nostro essere per prima.

Puoi migliorare gli angoli della tua vita. Puoi cambiare anche le persone che ti circondano.

In queste poche righe scoprirai come.

La prima cosa da fare é scegliere. Scegliere la cosa giusta ma, solo questo non basta. Dopo la scelta devi mettere in azione delle manovre che ti possano far essere coerente con la scelta che hai fatto.

Sono tante le persone che desiderano cambiare ma non può essere fatto solo con la teoria. Serve tanto allenamento, tanta fiducia, tanto lavoro e forza d’animo.

In una prima fase ho visto ragazzi peggiorare la loro condizione, li ho visti confusi e proprio in questo momento che si bisogna iniziare a mettere in atto le scelte che si sono prese.

Arrendersi prima di arrivare ad un risultato é frustrante e questa frustrazione te la porterai dietro per tutta la vita.

Allora se non ci riesci da solo fatti aiutare. Se in famiglia non riesci ad avere la giusta carica fai in modo che questa carica arrivi dall’esterno.

Tutto quello che ti circonda, tutto quello che accade attorno a te é conseguenza di quello che sei. Per cambiare tutto questo é necessario cambiare te stesso. Migliorare la tua vita più di quanto non lo sia adesso. Essere grati di quello che al momento si è e si ha.

È vero! Ci sono dei fenomeni che non potremmo mai controllare ma ce ne sono tantissime altre che pensiamo siano fattori esterni ed invece basta solo agire per cambiarle.

La prima cosa da cambiare é il modo di parlare e di parlarsi.

Quante volte hai sentito dire “io sono fatto così” “che ci vuoi fare, sono montato al contrario” “non é colpa mia” “nessuno mi capisce” questo modo di parlare ci danneggia. Danneggia noi e le persone che ci circondano.

Lamentarsi non ci rende giustificati dalle cose serve per reagire con un’altra mentalità.

Allora che si fa?

Devi imparare a saper comunicare

Devi imparare e basta.

Cosa? Tutto!

Se ti farai aiutare le informazioni che riceverai dovrai metterle in pratica da subito altrimenti rischi di dimenticare e di arrenderti un’altra volta e penserai che quell’aiuto non ti ha portato a nulla.

Ah! Tengo a precisare che questo modo di cambiare durerá tutta la vita. Non è un capitolo da imparare ma è la prima pagina di un libro senza fine. Solo che all’inizio la pagina verrá letta dal tuo coach e dopo toccherà a te imparare a leggerla.

Da dove si inizia?

⁃ Torna ad essere bambino

⁃ Dimentica di avere dei limiti

⁃ Inizia a comunicare meglio

⁃ Inizia a fidarti

Queste sono le prime mosse e se hai dei dubbi scrivimi pure sarò io stesso a rispondere alle tue domande.

Vi consiglio questo libro di Vincenzo Fanelli

Questo libro vi aiuterà a capire qualcosa in più

Vincenzo Maria Di Dia

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La Psicologia dei colori nel Marketing

AD OGNI COLORE UN SUO MESSAGGIO.

Vincenzo Maria Di Dia

vincenzodidia.it

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Acquisire le nozioni fondamentali sulla teoria dei colori è essenziale per tutti quelli che che si occupano di marketing e comunicazione. I colori sono strumento potente che amplifica l’emozione e il comportamento umano verso l’accettazione di un determinato prodotto o servizio

Allora vogliamo mettercelo in testa che anche i colori fanno parte di una strategia di marketing?!

L’effetto dei colori sull’umore, sulle scelte, sulle persone é incredibile. Siamo attratti a dei colori piuttosto che altri e non possiamo fare nulla per controllare questo fenomeno.

La scelta dei colori in azione di marketing é una scelta importante. Il colore nel logo di un’azienda é una scelta che ci indica il significato e quale messaggio ci vogliono comunicare.

Possiamo fare mille esempi di aziende che usano un colore per comunicarci qualcosa e altri mille che usano colori per attrarre un pubblico rispetto ad un altro.

Anche noi scegliamo il colore più adatto al nostro umore per comunicare qualcosa. Questo é un fenomeno poco controllato a volte ma, quando scegliamo un capo rosso o nero, tutti e due colori forti, ma con due significati differenti. Questo non significa che ad una festa di gala siano tutti con l’umore triste in quel caso é messaggio di eleganza.

Ogni colore ha un effetto ma di contro ne ha anche uno contrario ad esempio se usassimo il colore rosso nel campo medico sarebbe un messaggio non appropriato in quanto é simile e o uguale al colore del sangue ma se lo usassimo in una conferenza medica per la presentazione di un progetto innovativo potremmo arredare la coreografia con lo stesso colore per simboleggiare sicurezza, efficienza, potenza.

Molti colori hanno effetti bi-polari. Prendiamo sempre il rosso che simboleggia passione, amore, calore, energia ed eccitazione, tutti tratti positivi. Ma simboleggia anche aggressione.

La bipolarità del blu invece ha un effetto positivo e uno negativo, a seconda di come lo si utilizza. Da una parte il blu rappresenta la solitudine, la tristezza e la depressione. Dall’altra: saggezza, fiducia e lealtà. Così indossare il blu ai colloqui di lavoro potrebbe aiutare.

Torniamo nell’aspetto più intrinseco del colore per il marketing. Le aziende spendono milioni per testare i colori sui consumatori. Perché sanno che il colore ha un effetto stimolante per la scelta dei loro prodotti.

Anche i ristoranti scelgono i colori degli arredi e addirittura i colori degli ingredienti da mettere nei piatti. Perfino le case farmaceutiche sfruttano i colori per rendere i farmaci più attraenti.

Le case automobilistiche giocano molto su questo tipo di marketing. Se pensiamo a delle pubblicità della stessa casa potremmo fare esempi differenti con messaggi differenti.

La BMW ad esempio, presenta la stessa auto in diversi spot cambiando colore della macchina. La nuova serie 4 coupé in una delle pubblicità la vediamo sfrecciare nei tornanti del Chianti con una carrozzeria rossa fiammante che sta a simboleggiare tutta la sua potenza. Successivamente la pubblicità é stata realizzata con il colore nero e un altro ancora con il colore blu.

BMW presenta la nuova serie 7 e la macchina ha un colore grigio che sta a simboleggiare l’eleganza, il lusso. La stessa pubblicitá è stata fatta con il colore nero, il nero si sa, simboleggia anche esso lusso e ricchezza.

Un altro esempio sempre della BMW che presenta la “i8” auto totalmente elettrica e quali colori usano? Il bianco con i bordi dell’auto di colore azzurro con luce Led che simboleggia il pulito. Zero inquinamento.

Anche i colori dei nostri uomini parlamentari non sono lasciati al caso e i soggetti con disponibilità economica si possono permettere un agenzia di comunicazione che gli cura anche gli abiti e gli accessori da indossare.

Fateci caso e quando vedrete un personaggio politico la prima cosa che noterete é la cravatta. Associatela all’evento e vi faccio vedere che il colore rispecchia il messaggio che si vuol dare in quella circostanza.

Pensate che nei posti di lavoro non ci sia questa strategia? Vi posso assicurare che le grandi aziende usano molto i colori nelle diverse stanze.

Sicuramente vi siete trovati a fare dei colloqui di lavoro in una stanza triste senza un quadro appeso e con le pareti bianche. Nulla al caso. Infatti le stanze dove si intrattengono i colloqui sono così per evitare qualsiasi tipo di approccio e per vedere le reazioni del candidato in questo ambiente.

Questo per dirvi che gli architetti conoscono i colori così bene che li associano in base al tipo di attività e non solo anche negli edifici privati.

Avete mai visto un soggiorno con le pareti rosse? Forse SI ma vi assicuro che se lo avete visto é stato scelto dai proprietari e se ci siete tornati dopo un po di tempo vi sarete accorti che lo hanno cambiato. Il soggiorno infatti é un luogo di relax e si usano colori pacati, colori che possono aiutare a rilassarsi.

Paese che vai usanze che trovi”

Le preferenze dei colori però sono differenti da paese in paese.

Uno studio recente ha dimostrato che i tre colori preferiti dai maschi sono: blu, verde e nero i meno graditi sono: il marrone, l’arancione e il viola. In Messico invece i colori preferiti dagli uomini sono: l’azzurro, il rosso e il marrone. Mentre i meno graditi sono: il nero, il grigio e il giallo. Ma il Messico si sa usano molto realizzare tutto con un miscuglio di colori.

Il blu, esprime onestà e fiducia e se siete single, allora vestitevi di blu. Le donne lo recepiscono come un messaggio di sicurezza.

Se desiderate sapere che colori usare e quale messaggio dare leggete la simbologia dei colori.

Colori positivi e negativi

Uno studio dell’Università di Manchester (GBR) ha individuato come i colori vengano percepiti positivamente, o negativamente, dalle persone

Simbolismo dei colori

Nero

Il nero è il colore dell’autorità e del potere. È molto usato nella moda perché fa apparire le persone più slanciate. È anche elegante e senza tempo. Implica anche la sottomissione. I sacerdoti indossano nero per indicare la sottomissione a Dio. Alcuni esperti di moda dicono che una donna che indossa il nero implica sottomissione agli uomini. Gli abiti neri possono anche dimostrare prepotenza ed aggressività.

Bianco

Le spose vestono di bianco per simboleggiare purezza ed innocenza. Il bianco riflette la luce ed è considerato un colore estivo. E’ popolare nelle decorazioni e nella moda, perché è chiaro, neutro e va con tutto. Tuttavia, evidenzia lo sporco, quindi è più difficile da tenere pulito di altri colori. Medici e infermieri vestono di bianco per implicare la sterilità.

Rosso

Il colore più emotivamente intenso, stimola un veloce battito cardiaco e la respirazione. È anche il colore dell’amore. Dal momento che è un colore estremo, l’abbigliamento rosso non aiuterebbe nel corso di un negoziato. Le auto rosse attirano i ladri. Nelle decorazioni, il rosso di solito è usato per attirare l’attenzione.

Il colore più romantico, il rosa, è più tranquilizzante. Le squadre sportive a volte dipingono gli spogliatoi utilizzati dagli avversari con un rosa brillante, in modo da far perdere loro aggressività.

Blu

Il colore del cielo e dell’oceano, è uno dei più popolari. Provoca la reazione opposta al rosso. Tranquillizzante, induce il corpo a produrre sostanze chimiche calmanti, così viene spesso utilizzato nelle camere da letto. Può anche essere freddo e deprimente.

Le persone sono più produttive nelle stanze blu. Gli studi mostrano che gli atleti sono in grado di gestire pesi più pesanti in palestre dipinte di blu.

Verde

Simboleggia la natura. È il colore più semplice per l’occhio e può migliorare la visione. È calmante e rinfrescante. Le persone in attesa di comparire in TV stanno sedute in “camere verdi” per rilassarsi. Gli ospedali utilizzano spesso il verde perché rilassa i pazienti. Le spose nel Medioevo portavano il verde per simboleggiare la fertilità. Verde scuro è maschile, conservatore e implica la ricchezza. Tuttavia, alcune sarte spesso si rifiutano di utilizzare il filo verde alla vigilia di una sfilata di moda, per paura che porti sfortuna.

Giallo

Giallo sole allegro è un richiamo di attenzione. Anche se è considerato un colore ottimistico, le persone perdono i loro temperamenti più spesso nelle sale gialle, e i bambini piangono di più. È il colore più difficile per l’occhio, così se abusato può risultare opprimente. Il Giallo migliora la concentrazione e accelera anche il metabolismo.

Viola

Il colore della regalità, connota lusso, ricchezza e raffinatezza. È anche femminile e romantico. Tuttavia, poiché è raro in natura, può apparire artificiale.

Marrone

Solido e affidabile è il colore della terra ed è abbondante in natura. Il Marrone chiaro implica genuinità, mentre il marrone scuro è simile al legno o al cuoio. Marrone può anche essere triste e malinconico. Gli uomini sono più inclini a scegliere il marrone come uno dei colori preferiti.

I Colori della bandiera

Nella bandiera degli Stati Uniti, il bianco sta per purezza e innocenza. Il Rosso rappresenta valore e robustezza, mentre il blu significa vigilanza, perseveranza e giustizia. Le stelle rappresentano i cieli e tutto il bene che le persone si sforzano di fare, mentre le strisce emulano i raggi del sole.

Il Cibo e i Colori

Anche se il blu è uno dei colori più popolari è uno dei meno appetitosi. Gli alimenti in blu sono rari in natura.

I ricercatori dicono che quando gli esseri umani hanno iniziato a cercare alimenti, hanno imparato ad evitare gli oggetti tossici, che spesso erano blu, neri o viola. Quando il cibo è servito con una tinta blu, i soggetti studiati tendono a perdere l’appetito.

Verde, marrone e rosso sono i colori più popolari nel cibo. Il Rosso è spesso usato nelle decorazioni dei ristoranti, perché è stimolante dell’appetito.

Grazie per aver dedicato del tempo per saperne di più sui colori del marketing

Vincenzo M. Di Dia

Chi é l’ Individual Coaching e cosa fa.

Vincenzo Maria Di Dia

vincenzodidia.it

info@vincenzodidia.it

Molti mi chiedono cosa fa un Individual Coaching?

Voglio iniziare nel precisare alcuni aspetti ed evitare equivoci sulla nostra figura.

Non siamo psicologi, e non vogliamo sostituirci a questo importante ruolo che scopre l’origine dei “malesseri”, o delle problematiche, non vogliamo sapere gli affaracci degli altri e non siamo le spalle sulle quali piangere. Non ascoltiamo le problematiche ma tali sono le basi di partenza.

Ah! Dimenticavo, non siamo ricchi. 🙂 Non si sa il perché ma, si associa all’individual coaching piuttosto che al life coach qualcuno che vive a Dubai e che fa una vita da nababbi.

Ovvio é che conoscere il modus vivendi delle persone ci serve per consolidare il nostro sapere e per sapere come muoverci ma, non ci sono uomini ricchi che ti spiegano come diventare ricchi, si diventa ricchi lavorando. Scoprendo mercati nuovi, oppure in altri “modi”. Modi, che io eviterei di attuare a meno che non vogliate privarvi della prima ricchezza di un uomo, ovvero la libertá.

“Chi é libero é ricco”

La ricchezza in termini di money è solo una condizione personale è assolutamente privata.

Diffidate da individual coaching che vi promettono di diventare ricchi solo se seguite i loro consigli. La ricchezza é una conseguenza a delle azioni e non per forza debba essere di carattere materiale. la Maggior parte dei miei coachee ho fatto scoprire la ricchezza temporale. Gestire meglio il loro tempo. Che poi si rivela il modo più facile per essere più “ricchi”.

Le caratteristiche di un Individual Coaching sono poche e ben chiare.

La prima: individualizza quali sono i fattori negativi che ogni giorno affliggono e che non fanno decidere di iniziare a muoversi. Aiuta a trovare la giusta comunicazione con se stessi. Fará in modo di far scoprire la vera autenticità. Accompagnerà a scoprire quali sono i gli obiettivi senza far distrarre da fattori esterni.

La seconda: se nella prima fase aiuta a trovare gli obiettivi in questa seconda fase aiuta a definirli, aiuta ad inserire i giusti punti di un obiettivo.

Le regole. Aiuta ad affrontarli con positività e motivazione duratura. Si lavorerà su come affrontare le difficoltà e i sabotaggi delle persone che ci circondano, che ci metteranno ogni giorno alla prova per farci arrendere.

La terza: scoprire, quali sono le domande giuste da porsi ogni giorno senza trovarsi nella negatività. Fará scoprire quali sono le cose importanti e ad essere sempre grati in qualsiasi circostanza. Fará scoprire i valori, i veri valori dalle quali iniziare.

IMPORTANTE! L’individual Coaching affianca ad ogni percorso ma non intralcerà MAI le scelte, verranno esaminate dopo averle fatte.

Ultima, non in ordine d’importanza! e quarta caratteristica é:

la predisposizione ad aiutare gli altri. Un Coach non è un’egoista ma bensì è sempre pronto ad aiutare prima di farsi aiutare.

Chi può rivolgersi all’ Individual Coaching e in quale campo può intervenire?

Nello studio, nel lavoro, nella vita privata, in situazione di forte stress, nei momenti down della vita, nei momenti di cambiamento l’Individual Coaching é una figura di rilievo, sopratutto in questo contesto attuale.

L’importanza dell’individual coaching piuttosto che il life coach o mental coach é indispensabile e ancora ad oggi non viene inserita come disciplina scolastica.

Insegnare gli studenti come affrontare lo stress, a saper comunicare é importante tanto quanto studiare tutte le materie che ci sono nei programmi scolastici.

Saper gestire, saper comunicare, saper parlare in pubblico ci serve domani per “venderci”. Farci finanziare un progetto, farci assumere in un’azienda. Addirittura può servire per combattere perfino la timidezza.

Ecco perché é importante oggi la figura del coach. Perché é una strategia indispensabile per la vita. Non tutti nasciamo con la dote della spigliatezza o con la capacità di affrontare le circostanze difficili.

Ad oggi inserire nel proprio CV corsi di leadership, corsi di positive coaching é come acquisire nuove competenze che nella vita quotidiana e lavorativa servono. Aiuta a conoscere gli altri ma sopratutto a conoscere se stessi.

La figura di coaching è rivolta ai singoli individui e alle aziende. All’interno delle aziende il lavoro viene sempre svolto individualmente ed é rivolto a manager e dirigenti ma, anche per tutti gli altri ruoli. Ma non solo, l’individual coaching lavora con studenti universitari, disoccupati e soggetti che desiderano iniziare la propria attività ma che hanno difficoltà a materializzarla.

L’obiettivo del percorso é togliere tutte i pensieri negativi e sbloccarsi per iniziare una strada fatta di coraggio e motivazione.

Aiuta a cambiare il modo di pensare, aiuta a mettere in azione quello che realmente si desidera. Senza rinviare tutto a domani.

Aiuta i rapporti interpersonali in modo da non dare colpa agli altri del suo insuccesso e vedere le persone che ti circondano come un’opportunità piuttosto che un ostacolo.

Migliora la comunicazione e di conseguenza inizia a ragionare e a dirigere come un manager.

L’individual Coaching sará presente per tutto il percorso in modo da poter individuare i punti deboli e le azioni che sono migliorate e gli obiettivi raggiunti.

La durata del percorso é in base agli obiettivi da raggiungere e si definisce sempre con il coachee.

Libro consigliato:

L’Arte dell’Individual Coaching di Pasquale Intonti – € 21

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Vincenzo Maria Di Dia

Comunicare bene per vincere.

Comunicare in modo efficiente tra medico-paziente.

www.vincenzodidia.it

Vincenzo Maria Di Dia

Da diversi anni, seguo medici e odontoiatri in corsi di comunicazione. Esattamente comunicazione tra medico-paziente e comunicazione tra colleghi.

I risultati che abbiamo ottenuto in questi anni sono stati stupefacenti L’equilibrio degli studi é migliorato, la comunicazione tra colleghi è ottima e anche i fatturati sono aumentati.

Ma oggi ti voglio parlare dell’importanza del rapporto medico-paziente. É un aspetto molto importante sopratutto in una prima visita.

La comunicazione tra medico-paziente permette di ricevere una serie di informazioni per poter fare una diagnosi attenta e per conoscere dettagli e aspettative del paziente.

Il Consulto avviene in 3 fasi:

1) Compilazione della scheda con i dati anagrafici

1.2) compilazione della anamnesi

2) Obiettivi da raggiungere

3) Presentazione e soluzioni

Nella comunicazione medico-paziente, come del resto in qualsiasi

comunicazione, ci sono dei passaggi che devono essere interpersonali e che stabilisce un equilibrio.

Di seguito ti descrivo quali:

1) Vicinanza

2) Ascolto attivo, ascolto passivo

3) Postura

4) Empatia

5) Rassicurazione

6) Storytelling

7) Domande

8) Soluzione

Vista l’importanza della fiducia che il paziente deve dare al medico prima di iniziare a curarlo è necessario conoscere il modo migliore per entrare nella stessa sintonia con il potenziale paziente.

Vicinanza: la giusta distanza serve per far sentire il paziente confortato dal medico. Infatti una giusta distanza fa rilassare l’interlocutore a differenza invece di vicinanza ridotta potrebbe far sentire il paziente in imbarazzo e/o sentirsi costretto a scegliere il trattamento e di conseguenza il medico.

Questa modo di porsi si rivela nella maggior parte dei casi negativa.

Ascolto Attivo/Ascolto passivo: ti serve per sapere che tipo di domande porre e in quale momento. Se fare una domanda aperta o chiusa. Con l’ascolto attivo puoi ascoltare non solo le parole ma puoi stare attento al modo come ti vengono dette. Puoi inoltre stare attento alla comunicazione corporea e in questo modo puoi accorgerti se ci sono imbarazzi o se sta omettendo qualcosa.

(Cliccando il link puoi leggere il mio articolo sull’ascolto http://www.vincenzodidia.it/ascolta-prima-di-parlare/)

Postura: Assumendo una giusta postura puoi trasmettere sicurezza all’interlocutore in modo da potersi fidare non solo dalle parole ma anche dalla sicurezza che trasmetti.

Empatia: è uno degli elementi primari per entrare nelle grazie del paziente. Essere empatici serve a far rilassare il paziente sdraiato nella poltrona. Se vediamo che il paziente è nervoso, paura del camice bianco ad esempio, una scelta giusta potrebbe essere spostarsi dal riunito in una stanza (stanza del medico) dove potrebbe trovarsi a proprio agio. Magari non sedendosi dall’altra parte della scrivania.

Rassicurazione: Dopo aver compreso le motivazioni per il quale il paziente si trova presso lo studio puoi passare alle rassicurazioni. Infatti comunicare in modo efficace la diagnosi aumenta la % di chiusura. Rassicurare il paziente con parole positive spiegando che l’intervento che deciderà di fare è un’azione che lo Studio effettua quotidianamente ed é testato.

Storytelling: Raccontare storie di altri pazienti che hanno avuto lo stesso problema e che è stato risolto. Facendo vedere immagini di pazienti con un prima e dopo. (Rispettando la privacy del protagonista dello Storytelling)

Domande: Verificare con domande se il paziente ha compreso tutti i passaggi: Cosa gli abbiamo comunicato? É necessario ripetere il processo della diagnosi? (Ricordati dell’Ascolto Attivo/Passivo al punto 2)

Soluzioni: e per finire, spiegare la soluzione al “problema”. Avrai già letto che la parola problema è meglio non usarla ma, nello specifico la si può inserire per far comprendere la gravità del caso e che, se non si interviene subito la diagnosi potrebbe cambiare in modo più grave.

Far vedere il lavoro da effettuare in 3D aumenta la % di chiusura. Il paziente vive, se pur in modo virtuale, la sua condizione post intervento.

Queste sono le regole base per una buona comunicazione.

Ci sono tanti altri fattori che aiutano i pazienti a decidere uno studio piuttosto che un altro ad esempio la comunicazione interna. Lo abbiamo accennato all’inizio.

La comunicazione tra colleghi. Receptionist, assistenti, Personal Assistant, Consulenti e Direttori di Clinica.

Un libro che ti consiglio di leggere

La Comunicazione Efficiente – Obiettivi e Strategie

Nel mio prossimo articolo ti parlerò della PNL (Programmazione Neuro Linguistica)

Vuoi una consulenza più dettagliata?

Scrivimi a: info@vincenzodidia.it

Vincenzo Maria Di Dia

THE TIME IS NOW!!!

Vincenzo Maria Di Dia

Siamo nel posto giusto nel momento giusto

Mai come adesso il momento é migliore per creare la tua azienda per come l’hai sempre sognata.

L’innovazione di questa era ci permette di poter vendere in tutto il mondo 24h su 24h qualsiasi bene o servizio tu voglia mettere on line. L’unica forza che ti serve é essere diversi dagli altri. Differenziarsi. Trovare il giusto modo per cercare l’attenzione degli utenti.

Il gioco vale la candela? La risposta é si! Nonostante il rischia di lavorare su un progetto e quando sarà pronto trovare qualcuno che é stato più veloce di te.

Il mercato é talmente veloce che con la stessa velocità di come si é creata l’opportunità poi la perdi, per cui é importante saperla cogliere.

Un’onda deve essere cavalcata subito e mentre la cavalchi devi essere pronto per la prossima strategia.

Dobbiamo essere pronti a registrare sempre un nuovo record di velocità. Dobbiamo sempre migliorarci per competere in questo mercato, e se non ci piace la competizione almeno dobbiamo essere bravi ad incassare i colpi se il nostro avversario ci supera.

L’innovazione non é il futuro ma il presente.

L’essere innovativi, capire o provare a capire le esigenze degli utenti é l’ingrediente giusto per modellare la tua realtá.

Non é più il momento di “leggere” ma é il momento si scrivere.

Nei miei corsi faccio sempre questo esempio banale ma che rende benissimo l’idea:

“Quando compriamo un oggetto tecnologico stiamo giorni a capire come funziona e molte delle volte non riusciamo nemmeno ad usarle tutte. Dovremmo usare lo stesso tempo per inventare qualcosa in modo che gli altri possano leggere le istruzioni della nostra invenzione”

Mi sono sempre occupato di pubbliche relazioni e marketing e ad ogni nuovo progetto le idee devono essere sempre diverse. Sono abituato a trovare soluzioni diverse una dall’altra. Questo mi ha permesso di allenare la mente a trovare soluzioni ma, quando vedo che ci sono persone che si arrendono già al pensiero di una riuscita lavorativa penso che gli farebbe bene un ritorno al futuro negli 80.

Le opportunità di adesso sono di gran lunga superiore a quelli di anni addietro

Adesso la forza é che il tutto é amplificato. Il mio lavoro ha molto più riuscita degli anni un cui non c’era la tecnologia.

La porta di questo scenario é solo la prima di migliaia di altre che si possono aprire.

Con un click ti si apre la porta del mondo sta a te riuscire a non vagare.

Oggi ti consiglio non un libro ma ben tre. Te li divorerai e potrai prendere spunti per come iniziare a muoverti in questo mondo pieno di idee e meno fatti.

Se invece vuoi consigli o vuoi saperne di più, Scrivimi

Non leggere le istruzioni, scrivi quelle della tua invenzione

Sssssssssssì c’é la crisi…

Io, Vincenzo 41 anni Siciliano. Vuoi che non sappia cosa sia la crisi?!

Da quando ho iniziato a lavorare, ovvero da 20 anni, sento sempre dire che c’é crisi. Molti dei miei amici sono andati fuori dai confini italiani per cercare fortuna. Io ho deciso di viaggiare per lavoro ma di farne della Sicilia la mia casa e pertanto convivere con la parola crisi. [la sicilia é esperta di crisi]

Che per anni interi ha fatto parte di me e della mia vita poi ho deciso di farmela amica.

Vediamo il significato della parola crisi:

crisi

crì·ṣi/

sostantivo femminile

1.
Perturbazione o improvvisa modificazione nella vita di un individuo o di una collettività, con effetti più o meno gravi e duraturi: una c. spirituale, religiosa; c. di coscienza; la c. della società.

• Grave difficoltà.”essere”

Clicca il link per leggere tutta la descrizione.

[Fonte Wikipedia]

“Questa parola vaga nella mente dell’uomo da sempre. La gente non riesce a raggiungere i propri obiettivi ed é colpa della crisi, i negozi chiudono? Colpa della crisi”

Adesso non voglio dire che l’Italia se non l’Europa tutta non stia attraversando un momento difficile ma credo che molti nascondano la voglia del non fare, la paura di poter fare sotto questa affermazione. La crisi!

La storia ci insegna che la crisi é ciclica e ad ogni era di difficoltà c’é gente che crea business e si arricchisce. Si proprio così. Crea business e si arricchisce e sapete perché? Perché sanno trovare la chiave giusta per adeguarsi.

È ora di sapere che i negozi, i commercianti chiudono le loro attività non perché c’è crisi ma perché non si adeguano all’innovazione. Non si rimodernano. Continuano a fare quello che facevano 50 anni fa. Ma vi siete accorti che il mondo cambia nell’arco di pochi mesi e questi fanno sempre le stesse cose da anni?!

Nel dopo guerra eravamo bravi nel saperci inventare poi ci siamo fermati.

Siamo stati da sempre un popolo d’inventori (l’ufficio brevetti ogni hanno registra migliaia di brevetti depositati) ma, non li produciamo. Rimangono su carta.

La responsabilità numero uno degli italiani è che non sappiamo ricordare. Non ricordiamo da dove veniamo, quale è la nostra storia.

Siamo diventati bravi nel saperci adattare ma dimentichiamo quello che eravamo. Dimenticare significa non paragonare quello che era con quello che siamo e se non riusciamo a fare questo confronto daremo sempre per scontato quello che abbiamo facendoci trasportare dagli eventi piuttosto che essere noi gli eventi.

A differenza invece, se avessimo una buona memoria, se ricordassimo tutti i cambiamenti che i potenti fanno per noi forse capiremmo che ci sono delle scelte dovute per riadattarsi alle esigenze moderne.

Voglio elencarvi alcune cose che negli ultimi 10 anni fanno parte di noi

⁃ FaceBook e Social in generale

⁃ Smartphone (l’uso di internet é passato al 70% negli smartphone)

⁃ Video Chiamata (skype, messenger, Facetime)

⁃ Laser per la chirurgia

⁃ La mappatura del genoma umano

⁃ Il GPS

⁃ La Stampa in 3D

⁃ Wikipedia

⁃ Booking per la prenotazione di hotel e/o strutture b&b

⁃ Il fotovoltaico

⁃ Le auto elettriche

Sono solo pochi esempi di come questo elenco sia entrato nella nostra vita e che adesso toglierlo sarebbe quasi impossibile.

La comunicazione é diventata molto più veloce. La tecnologia é dalla nostra parte anche se non viene accettata del tutto.

Ad esempio la posta certificata non é un atto riconosciuto come documento ufficiale.

Avere qualsiasi informazione in tempo reale ovunque siamo grazie ai motori di ricerca é una consuetudine. Non ci accorgiamo nemmeno del passaggio che facciamo.

Nonostante tutto quello che abbiamo a disposizione la gente ci parla di crisi.

I programmi TV, i giornali e i telegiornali ci bombardano su articoli di crisi e della percentuale di crescita sulla disoccupazione.

E continuerà a crescere se pensiamo e parliamo di crisi e non facciamo nulla per uscirne da questo looping. Vogliamo avere un bel posto ma devono lottare gli altri per farcelo avere.

Quello che mi sento di dirvi é reinventiamoci, lottiamo, pensiamo a quello che può migliorare noi e le persone che ci circondano. In poche parole, lavoriamo sodo.

Siate ambiziosi ma scordatevi di diventare ricchi. La ricchezza è solo una conseguenza del raggiungimento di un obiettivo. Questo non significa che tutti gli obiettivi possano portare alla ricchezza ma qui entriamo su un altro argomento. Ci sono sempre stati e continueranno ad esserci uomini che diventano ricchi con un solo obiettivo raggiunto e altri invece raggiungono tanti obiettivi senza trovare la svolta finanziaria.

Siamo nel 21esimo secolo, la tecnologia invade la nostra vita. Questo nuovo modo di lavorare ha del negativo e non si può negare. Cercare il lavoro fino alla pensione (sempre se la pensiona ci toccherà) é diventata pura utopia.

Non esiste più il lavoro per la vita. Almeno che non sia un lavoro statale.

Dobbiamo essere camaleontici, pronti al cambiamento, dobbiamo essere futuristici, dobbiamo prevedere il futuro lavorativo. É ora di mettere in moto il cervello.

30 anni fa l’imprenditore cercava i lavoratori e gli impartiva quello che dovevano fare e per questo venivano retribuiti, adesso, non é più così. L’imprenditore assume personale perché vuole supporto che al momento non ha. Ti paga per fare qualcosa che lui non sa fare altrimenti la farebbe lui.

Mettere in moto il cervello significa capire cosa noi possiamo fare per dare il contributo in più all’imprenditore. Come possiamo essere efficienti, efficaci e indispensabili per quella posizione di lavoro.

Non dimentichiamoci che con tutte queste invenzioni sono nati nuovi lavori, nuove mansioni e quanti altri ancora ne nasceranno?

Per questo motivo dobbiamo solo alzarci, focalizzarci bene e azionare il nostro cervello. Questa é l’unica strada per provarci.

Vi consiglio un libro, in modo da poter cogliere il senso del reagire in un momento “difficile”

http://www.paoline.it/press/comunicati-stampa/820-la-crisi-un-opportunita-guerra.html

Se invece pensi che non ce la fai nonostante tante testimonianze dicono il contrario e vuoi essere aiutato a combattere la parola crisi Contattami.