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Ascolta, prima di parlare.

Ascolta, prima parlare

Un detto dice: conta fino a 10 prima di parlare, detto sicuramente che funziona ma ancora più esatto é ascolta prima di parlare.

Definizione di “ascoltare” dalla Treccani

Enciclopedia Treccani

http://www.treccani.it/vocabolario/ascoltare/

Quante volte ci siamo ritrovati a discutere a lavoro, con amici e familiari perché risultavamo non compresi, e facevamo una fatica enorme nel farci capire?

Più cercavamo di spiegarci più incasinavamo il nostro messaggio.

Queste situazioni possono portare a due strade. La prima, fregarsene e non dare peso se gli altri non comprendono quello che abbiamo da dire.

La seconda strada, trovare la giusta chiave per farci comprendere.

Bene se avete scelto la seconda strada avete scelto di comunicare bene e per comunicare bene si deve saper ascoltare.

La mancanza di ascolto é la strada più complessa per farci comprendere.

Quando si parla di comunicazione si intende saper parlare, parlare in pubblico ad esempio, saper scrivere, saper usare i silenzi per essere più incisivi. É vero, o meglio é vero anche questo ma, dall’altra parte si deve sapere che é molto importante ascoltare i messaggi.

La comunicazione é fatta da strade a doppio senso

Carl Ransom Rogers:

“l’incapacità di comunicare è il risultato della sua incapacità di ascoltare.”

Se vi appassiona la comunicazione avrete sicuramente sentito parlare di “Ascolto Passivo e Ascolto Attivo”

L’ascolto é un’attivitá abbastanza complessa tanto quanto saper parlare, ma “l’ascolto inconsapevole” non aiuta a stabilire il contatto (ascolto passivo)

Un esempio che voglio portare all’ascolto passivo é quando lavoriamo e abbiamo la radio o tv accesa. Ascoltiamo, cantiamo anche, ma non riusciamo a capirne il 100%. Non ascoltiamo stiamo solo sentendo. Un altro esempio é quando parliamo con qualcuno ma stiamo guardando, chattando con il nostro smartphone, quando qualche suono ci fa alzare gli occhi verso l’interlocutore non sappiamo realmente se abbiamo compreso tutto quello che ci é stato detto.

In poche parole l’ascolto passivo é spesso causa di incomprensioni.

Se non riusciamo a farci ascoltare ci sentiamo rifiutati, allontanati.

In cosa dobbiamo fare attenzione?

Come possiamo fare per capire se chi abbiamo davanti ci sta ascoltando veramente?

Vediamo alcuni esempi:

• Sguardo assente

• Come accennato poco fa lo svolgimento di altre azioni (ad esempio usare il cellulare, sfogliare il giornale, fare zapping in televisione)

• L’essere frettolosi nel dare soluzioni, opinioni per chiudere la discussione

• Giudizi dati solo sulla base delle proprie esperienze

• Facilità nel distrarsi anche con cose futili

Questi sono tutti degli esempi di un ascolto passivo.

A differenza dell’ascolto passivo, l’ascolto attivo coinvolge e assume atteggiamenti per creare empatia con la persona che ci stanno parlando.

Con l’ascolto attivo non serve solo udire e recepire quello che ci viene detto ma bensì dobbiamo comprendere il profondo della comunicazione.

Entrare nella stessa sintonia. Ad esempio guardare i segnali non verbali (solo pochi sanno leggere i movimenti corporei) aiuta a capire meglio lo stato d’animo dell’interlocutore.

Come poter migliorar l’ascolto attivo?

Esistono delle tecniche per sviluppare l’ascolto attivo che adesso vi elencherò e ne spiegherò il significato.

La strategia che ci permette di usare queste tecniche non é assolutamente complessa ma ci si bisogna allenare per evitare di sembrare finti.

Queste tecniche ci aiutano a sviluppare le nostre capacità comunicative e quelle dell’ascolto.

1. Iniziamo ad usare le domande aperte. Per domande aperte di intendono tutte le domande alle quali non si riceve come risposta un si o un no.

Domande aperte: sono molto più generali, lasciano la risposta libera, e permettono all’interlocutore di esporre meglio le proprie esigenze, le proprie aspettative e i propri dubbi, creando un rapporto non a senso unico.

In questo modo abbiamo la possibilità di comprendere il messaggio fino in fondo. Ascoltare e non interagire non riusciremo a comprendere il vero senso del discorso e ci faremo inghiottire dalle nostre esperienze personali per definire quel determinato argomento.

(Esempio di domanda chiusa/aperta: “ma ti piacciono questi argomenti?”, mentre la rispettiva domanda aperta sarebbe: “di cosa si dovrebbe parlare per rendere questo argomento interessante?)

2. Non solo ascoltare: vi sarà capitato sicuramente di ascoltare delle parole ma il viso e/o alcune gesti dell’interlocutori vi dicono il contrario di quello che avete sentito. Avete visto bene. Infatti in alcuni casi il nostro corpo dice tutto il contrario di quello che stiamo dicendo. Questa si chiama comunicazione corporea ed é un argomento che affronteremo nei miei prossimi articoli ma adesso rimaniamo concentrati sull’ascolto. Gestualità, postura, toni di voce, ritmo del discorso sono tutti segnali importanti delle emozioni e dello stato d’animo di chi abbiamo davanti. É bene mantenere il contatto visivo, facendo attenzione a non metterlo in imbarazzo fissandolo in modo troppo insistente.

Pertanto in conclusione ascoltare bene significa anche guardare quello che il corpo ci dice.

3. Non giudicare: se ci viene confidato qualcosa, un problema, un segreto, un consiglio dobbiamo fare attrazione a non giudicare ma bensì manifestare interesse. Un errore molto comune è quello di dire cose per esperienze personali, ma la nostra esperienza non é legge. É soltanto un evento che può essere modificabile in diverso ambito e con diversi soggetti. Il miglior modo di gestire la comunicazione in questi casi è riformulare le frasi dell’altro. Esempio: “Mi sembra di capire che…”, “Quindi da quello che dici deduco che…”riformulando le sue frasi faremo in modo di trasmettere il proprio interesse ed evitare incomprensioni.

Queste sono parte degli argomenti da trattare per migliorare l’ascolto attivo. Allenandosi si riusciranno a vedere risultati che prima non individualizzavamo.

Come in qualsiasi altro argomento trattato da me nel blog, non sono solo 3 i punti che possono far diventare un ottimo comunicatore ma serve approfondire con altri argomenti e sopratutto mettendo in atto quello che si é studiato. La sola teoria rimane astratta, sará l’allenamento a farci diventare migliori.

Chiedimi come poter migliorare la tua comunicazione e perché vuoi migliorarla

Lavoro?

Business?

Famiglia?

Lavoreremo assieme per raggiungere l’obiettivo desiderato.

Un libro molto interessante che vi consiglio é:

L’Arte di Ascoltare

Contattami

Vincenzo

Ridi e sii felice.

Vincenzo Maria Di Dia

Ridere per essere felici.

La risata é un ottimo ingrediente per l’ umore e per la salute. Fa bene a se stessi e se é condiviso con altri aiuta a migliorare l’umore di chi ci circonda. Ridere ci fa essere positivi ed é una calamita per far avvicinare gente altrettanto positiva.

La risata e il buon umore sono parenti stretti e il nostro corpo apprezza questo modo di esprimerci.

Oltre ad essere contagiosa, la risata rende armoniosa l’intimità con il partner e ci aiuta ad essere felici. Aumenta l’energia positiva fa diminuire il dolore e aiuta a diminuire lo stress.

Per alcune persone é facile e spontaneo ridere ed affrontare le giornate con il sorriso per altri, invece, ridere ed affrontare la vita quotidiana con positività è una fatica non indifferente. Infatti le persone con il musone, nel 90% dei casi, non riescono e non trovano le armi giuste per le questioni professionali e/o private.

Descriverò qualche consiglio su come poter ridere e affrontare le giornate in modo diverso:

1. Essere grati per tutto quello che abbiamo, per quello che abbiamo avuto e per quello che avremo;

2. Alzarsi la mattina e salutarsi con un sorriso;

3. Avvicinarsi a qualsiasi fonte di buon umore e risate per lasciarsi contagiare;

4. Passare del tempo vicino a persone che si divertono, ridono e scherzano;

5. Iniziare a festeggiare tutti i traguardi raggiunti. (Anche da soli);

6. Ridere di se stessi;

7. Non prendersi troppo sul serio.

L’essere troppo rigidi con se stessi e con gli altri non aiuta a rilassarci. Affrontare i propri colleghi, amici e familiari con la consapevolezza che gli altri possano pensarla diversamente da noi. Avere un’altra prospettiva aiuta a comprendere l’altro punto di vista, a conoscerne il motivo, aiuta ad essere meno rigidi ed a comprendere decisioni diverse dalle nostre.

Sono sicuro che vi state chiedendo, ci sono delle situazioni nelle quali non c’é nulla da ridere. É vero, ma cercare e trovare il buon umore in qualsiasi circostanza aiuta a rendere la vita leggera e ad avere la mente lucida per trovare soluzioni.

Se state pensando che non é così vuol dire che non avete mai provato a ridere alla vita e allora l’unica cosa che vi rimane da fare é provarci e poi mi fate sapere.

Vi consiglio questo libro per iniziare ad avere un approccio diverso

https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__imparare_ottimismo_seligman.php

Buona lettura e ricordate che:

“Un giorno senza sorriso è un giorno perso.”

(Charlie Chaplin)

Vincenzo Maria Di Dia

E tu pensi di sapere gestire le tue convinzioni?

Vincenzo Maria Di Dia

Quanto sono importanti le convinzioni? ma quanto possono essere demotivanti?

Le nostre convinzioni sono dei veri pilastri per la nostra sicurezza e per le credenze di qualcuno o qualcosa. Possono essere dei potenti limiti ma altrettanto dei potenti motori per il raggiungimento dei nostri obiettivi.

Aver la convinzione o la credenza di non potercela fare dipende solo dai noi e per questo motivo sono qui a spiegarvi che le nostre credenze e le nostre convinzioni possono essere gestite in modo tale da farli diventare nostri amici per raggiungere nuovi traguardi.

Tutti sappiamo di avere delle convinzioni ma non tutti sanno che possono avere un enorme potere nella vita.

Quante volte ci siamo trovati a pensare di non potercela fare?

Quante volte non abbiamo deciso di non agire perché credevamo a priori di non potercela fare?

Adesso vi chiedo invece; quante volte pensavate di non farcela ed invece siete riusciti nel vostro intento? Sono sicuro che se vi è successo non vi siete premiati e avete dato il positivo risultato alla fortuna, al caso.

Assolutamente no! Siete riusciti perché ci avete creduto e più forte siete nel credere in voi più riuscirete a raggiungere nuovi traguardi.

Il dialogo interno è importantissimo, sapersi ascoltare, sapersi parlare aiuta a vedere le cose da un’altra prospettiva. Cose che nella maggior parte dei casi non si riesce a fare.

Ci capita molto spesso di avere la convinzione di conoscere bene un posto, una location ma, fin quando non la vediamo da un’altra prospettiva. Guardiamo con occhi diversi e possiamo avere un confronto con la vecchia angolazione. Può essere meglio? Può essere peggio? Certamente, ma abbiamo un termine di paragone. Ecco a cosa serve fermarsi e pensare alle nostre convinzioni. Vediamole da un’altra angolazione. Diamo spazio alla nostra mente, a capire il perché gli altri la pensano diversamente da noi.

Più domande ci poniamo più il nostro cervello ci troverà più risposte.

Oltre al dialogo, un fattore molto importante è come ci parliamo. Il tono con il quale lo facciamo

Per voi è la stessa cosa dire: uffa, oggi giornata storta! Ho perso l’autobus e sono dovuto correre per arrivare alla prossima fermata rischiando di ammazzarmi.

La stessa cosa la si può dire: (sorridendo) mi è passato proprio l’autobus davanti senza poterlo prendere ma mi è servito per fare una corsettina fino alla successiva fermata. Bastava poco per essere un bersaglio degli automobilisti.

E’ successa esattamente la stessa cosa solo che la convinzione di essere “sfigati” ci permette di vedere le cose in maniera negativa.

La convinzione di essere negativi non solo non ci fa bene a noi ma non fa bene tantomeno alle persone che ci stanno vicine. Famiglia, amici, colleghi.

Tendenzialmente quando siamo circondati da persone negative senza accorgercene ci allontaniamo ed é quello che succede con i nostri amici o colleghi, poco meno con la famiglia.

Anche perché, sembra molto strano a crederci ma é così, una buona parte delle cose negative ci arrivano dalla nostra famiglia. Non lo fanno perché non vogliono farci crescere o non darci fiducia ma bensì perché ci vogliono proteggere. Dicendo di non fare scelgono la tutela non capendo che stanno recando del male irreversibile nel nostro io.

Cercando di consigliare quello che è giusto per loro senza vedere cosa esattamente pensiamo noi. Questo non significa che non dobbiamo ascoltare i nostri cari, ma un conto sono i consigli un altro conto è un “non lo fare” passato per consiglio.

Gli amici sono maghi nel darci consigli su esperienze che nemmeno loro hanno vissuto, le hanno solo sapute da altri ma ci dicono che è sbagliato una determinata scelta. Ma come fanno a dire che è sbagliato se non lo hanno provato?

Anche qui dobbiamo saper comprendere le cose che ci vengono dette. Se ci dicono non uscire con quel tizio perché la cugina della mia amica è stata picchiata ed è stata mandata al pronto soccorso non è più una convinzione ma è un dato di fatto. Ma magari di questo ve ne parlerò un’altra volta.

E’ un lavoro molto duro perché non vogliamo deludere i nostri genitori ma far capire i nostri punti di vista serve a loro per aprire la mente al futuro.

Le nostre convinzioni ci diranno di potercela fare come ci diranno che non ce la faremo, dobbiamo solo imparare a riconoscerle, a rispettarle e a saperci parlare. Allenandoci ogni giorno con delle tecniche daremo forza a tutte le frasi positive che ci faranno cambiare credenze e convinzioni per rendere più sicuri e pronti ad affrontare qualsiasi circostanza.

Volete un “consiglio” impara ad ascoltarti e se non ci riesci fai in modo di farti formare per farlo. Fatti aiutare da professionisti e se ti servono consigli, Scrivimi pure

La vita è troppo breve per avere rimpianti.

Vincenzo M. Di Dia

info@vincenzodidia.it

Aiutati che qualcuno vuole aiutarti.

In questa era professionale, tutto o quasi tutto é misurato con la competizione. Ci sentiamo sempre più stressati e sempre più sotto pressione per raggiungere obiettivi o per finire un lavoro che ci é stato affidato. Tutto questo é sano? é giusto? Ci porta da qualche parte?

Ovvio é che la velocità non sempre paga ma in taluni casi serve per farsi assumere in un nuovo posto di lavoro o addirittura per raggiungere cariche più alte.

Qualsiasi sia il caso si bisogna correre.

Tutto questo porta ad essere sempre stressati e a perdere molte volte il contatto con le cose importanti della vita. Famiglia, amici e sopratutto con noi stessi.

Farsi affiancare dunque da un coach che ti permette di gestire tutta la pressione che la vita ti riserva non é proprio sbagliato.

L’individual Coaching non solo aiuta a gestire lo stress e la vita frenetica ma ti aiuta anche ad una crescita personale. Aiuta a focalizzarsi nel raggiungere gli obiettivi sfruttando il minor sforzo. Questo per avere una vita più soddisfacente e con un benessere equilibrato.

Trovare il giusto equilibrio é un modo per ri-iniziare a sognare. Sogniamo tanto da bambini ma quando cresciamo smettiamo di farlo.

Nulla di più sbagliato!!!

L’obiettivo é di aiutare a chiarire e ridisegnare sogni ed aspirazioni, di sviluppare processi decisionali, di affrontare aspetti legati alla vita professionale e relazionali, di potenziare la persona e la sua crescita da un punto di vista umano e lavorativo.

L’Individual Coaching faciliterà l’apprendere nuovi comportamenti e atteggiamenti, costruendo con te e per te gli strumenti che ti serviranno per sviluppare e sfruttare al massimo le tue risorse, con parte teorica e pratica.

Tante sono le aree che ti possono farti rivolgere ad un Coach.

⁃ Se hai bisogno di fare chiarezza sui tuoi obiettivi personali e/o professionali?

⁃ Vuoi sviluppare nuove capacità decisionali, di pianificazione, di organizzazione?

⁃ Vuoi diventare più sicuro di te aumentato la tua autostima?

⁃ Vuoi essere consapevole delle tue capacità e potenzialità?

⁃ Vuoi imparare a gestire le emozioni?

⁃ Vuoi migliorare la tua comunicazione? Per essere più persuasivo?

⁃ Vuoi migliorare i rapporti interpersonali, le tue relazioni?

⁃ Vuoi trovare un equilibrio tra la tua vita privata e professionale?

⁃ Vuoi migliorare il tuo time management? Rendendo il tuo tempo più efficace?

Le tue mille idee non riesci a farle diventare concrete, non riesci a realizzare la tua azienda, hai ricevuto un nuovo incarico e vuoi essere brillante senza che il tuo capo possa pensare di aver sbagliato.

Tutto questo lo puoi realizzare. Ricorda soltanto che dipende da te.

Il tempo per formarsi é sempre un buon investimento e non serve rinviare la decisione pensando di poter rimandare il tuo percorso.

Ricorda che mentre tu stai pensando ad un’idea qualcun altro l’ha già costruita.

Vincenzo Maria Di Dia

www.vincenzodidia.it

info@vincenzodidia.it